"Google Tax" in Gran Bretagna

La Gran Bretagna ha varato la "Google Tax", che entrerà in vigore il primo aprile. Il provvedimento normativo britannico è stato confermato dal cancelliere George Osborne. La Google Tax ha come obiettivo le aziende che fanno migrare i propri profitti in Paesi stranieri a più bassa imposizione tributaria per sfuggire alla tassazione nel Paese dove si generano i profitti.

D'ora in poi nel Regno Unito, Google, Facebook, & Co. saranno soggette ad una diverted profits tax. “Fate in modo che questo messaggio abbia diffusione: la tolleranza di questa nazione nei confronti di chi non vuol pagare le imposte effettivamente dovute è giunta al capolinea” è stata l’inequivocabile dichiarazione di guerra ai colossi dell'informatica che hanno sempre manifestato una certa propensione a sfruttare meccanismi di elusione tributaria.

Google Tasse Orologi e Auto Borse.proNon solo Google, ma anche Starbucks, Facebook, Apple e Amazon - che in tutti questi anni hanno approfittato della comoda e conveniente residenza fiscale in Irlanda. Ora la festa sembra finita, almento per quanto riguarda il Regno Unito: l'Erario di Sua Maestà verrà a batter cassa.

Il nuovo regime impositivo stabilisce che le aziende con un giro d’affari superiore a 10 milioni di sterline dovranno comunicare al fisco britannico se ritengono che la propria stabile organizzazione in Gran Bretagna possa determinare l’assoggettamento all’imposta sui profitti indebitamente deviati verso paradisi fiscali o aree geografiche a tassazione di comodo.

Una volta eseguiti controlli incrociati e accertamenti su quanto dichiarato e quanto effettivamente rilevato, i funzionari di Sua Maestà stabiliranno quali siano i profitti sottratti all’imposizione prevista in Gran Bretagna e concederanno solo 30 giorni per contestare l’applicazione della tassa ad una aliquota del 25%.

Londra spera di recuperare un miliardo di euro in cinque anni.

Anche in Italia Google è sotto inchiesta da parte del fisco, per gli stessi motivi. A fine febbraio di quest'anno la Procura di Milano aveva confermato che sono in corso indagini fiscali nei confronti del gruppo, all'esito delle quali “saranno tratte le valutazioni conclusive”.

Secondo le indiscrezioni, il gigante californiano avrebbe pagato circa 320 milioni di euro di tasse su 800 milioni che riconosce come imponibile prodotto in Italia dal 2008 al 2013.

La contestazione nasceva dal fatto che i profitti della raccolta pubblicitaria nel nostro Paese venivano registrati in Irlanda e alle Bermuda.

Non è la prima volta che le autorità italiane indagano sulle questioni fiscali di Google. Nel novembre 2012 un documento del ministero dell’Economia affermava che la società aveva sviluppato un sistema di trasferimento dei profitti dalla sede italiana a quella irlandese per beneficiare di un regime fiscale favorevole.

Questo problema interessa in realtà tutti i Paesi europei (e non), e più volte è stato chiesto di attuare misure anti-elusive a livello europeo.

Google, TAG Heuer e Intel contro Apple Watch

Intanto, Google appare impegnata in altri fronti. In particolare quello degli Smart Watch. Dopo Apple ( che con il suo smart Watch rischia di sbancare il mercato mondiale dell'oro..), Samsung, Sony, Lg, Motorola e così via, gli orologiai svizzeri hanno deciso di dover anche loro prender parte alla corsa degli smart-orologi.

L’occasione è la fiera dell’orologeria e della gioielleria di Basilea, dove TAG Heuer ( gruppo Lvmh) ha annunciato una partnership con Google e Intel che ha l’obiettivo di lanciare uno smartwatch svizzero basato su tecnologia Intel ed Android. Secondo il comunicato di TAG Heuer, sarà «un prodotto di lusso,costantemente connesso alla vita quotidiana di chi lo indosserà e che rappresenterà l'apice dell'innovazione, della creatività e del design della Silicon Valley in California e della Watch Valley di La Chaux-de-Fonds in Svizzera».

Google e le auto senza conducente

Le Google Car sono uscite dai simulatori e su strada hanno percorso già oltre un milione di chilometri - e corrono decisamente tanto.

Sembra che la profezia secondo la quale le auto senza conducente saranno imposte per legge nel prossimo futuro, perché più sicure di quelle guidate da esseri umani, stia per avverarsi.

Alla conferenza TED di Vancouver il direttore del progetto delle Google Car, Chris Urmson, ha assicurato che la tecnologia sarà standard entro 5 anni. Gli ingegneri di Big G «stanno lavorando duramente per fare in modo che entro il 2020 mio figlio non abbia bisogno di prendere la patente». Anche il manager del colosso di internet è convinto che le auto che si guidano da sole oltre a migliorare la vita di chi si sposta ogni giorno nel traffico, sono più sicure e aiuteranno a ridurre gli incidenti.

Tuttavia, le auto intelligenti sembrano arenarsi sul fronte legislativo. L'Amministratore Delegato di Renault Carlos Ghosn ha ammesso lo scetticismo nei confronti di auto come la Google car perché «il regolamentatore al momento non consente nemmeno di togliere occhi e mani dal volante», senza contare la questione della responsabilità in caso di incidenti o problemi. Perfino l'Fbi ha espresso il timore che auto senza conducente possano essere utilizzate dai criminali come armi letali per sparatorie ed inseguimenti.

Le azioni Google sono troppo care?

A parte i guai fiscali, gli smartwatch e le macchine-robot, Google sta finalmente ottenendo risultati dai forti investimenti in settori non legati al motore di ricerca, con risultati notevoli nei mercati della telefonia mobile, video e display digitali. L'amministratore delegato di Google, Larry Page, considera l'impostazione di Google nel campo dei social networking come una priorità assoluta.

E' naturale, dunque, che finchè saprà essere all'avanguardia nel settore della tecnologia, Google rimane uno dei titoli azionari più richiesti e negoziati del pianeta.

Investire in azioni comporta il pagamento del prezzo delle azioni moltiplicato per il numero di azioni acquistate. Se si vogliono acquistare 100 azioni Google (GOOG) alle quotazioni attuali, si dovrebbero sborsare circa $56.000 (100 X $560) . Tuttavia, vi è un metodo alternativo che richiede molto meno capitale: i CFD.

Il bello dei Contratti per Differenza (CFD) è che per acquistare la stessa quantità di azioni google servono solo $1.000. Questo perch è con i CFD si può optare per utilizzare la leva finanziaria, che permette di aprire posizioni fino a 50 volte il capitale investito, cosa che non si può fare con un conto di trading su azioni tradizionale.

Commenti

1
Ritratto di Amministrazione

La Procura di Milano ha avviato un procedimento penale nei confronti dei vertici Apple per evasione fiscale. L'importo contestato e' di quasi 900milioni di euro.