Regolamentazione in vista per l'e-commerce - come reagirà il titolo Alibaba?

Come reagirà il titolo Alibaba?Yin Zhongqing, deputy director del Comitato economico del Congresso del Popolo, ha affermato che nel 2016 verrà varata in Cina la legge sull'e-commerce.
Il governo cinese sta già lavorando alacremente alla predisposizione di un progetto di legge a questo riguardo.

Il settore dell'e-commerce in Cina è in pieno boom, e dunque bisogna regolamentarlo per garantire che si sviluppi in maniera corretta anche nell'interesse del consumatore e per tutelare i diritti connessi alla proprieta' intellettuale.

Questo annuncio segue le dichiarazioni del ministro dell'industria Zhang Mao che ha criticato i giganti del commercio online, primo fra tutti Alibaba, per non aver fatto nulla per impedire o quanto meno limitare la proliferazione e vendita di prodotti falsi e copiati.

L'e-commerce in Cina ha sfondato nel 2014 il tetto del 10% sul totale della rete commerciale e viaggia a un ritmo di crescita annuo che oscilla tra il 30 e il 40%. Ma non è tutto oro quel che luccica, visto che i prodotti falsi la fanno da padrone e le richieste di risarcimento da parte di clienti delusi sono cresciute a dismisura.

Il ministro dell'industria Zhang Mao ha dichiarato guerra ai trafficanti di prodotti copiati e, di conseguenza, a chi li ospita sulle proprie piattaforme e non fa abbastanza per stroncare il fenomeno.

Zhang Mao durante la conferenza stampa che ha tenuto in occasione delle due sessioni del Congresso del Parlamento cinese ha nominato il principale imputato: Alibaba Group Holding Ltd., il colosso online quotato a New York, con numeri da capogiro, campione per fatturato ma anche per prodotti copiati. Secondo un'indagine del ministero stesso meno del 40% dei prodotti venduti attraverso la piattaforma Taobao, sorella di Alibaba, sarebbe autentico.

Malgrado il futuro riservi tempi duri per il management di Alibaba, l'azienda cinese sembra godere di salute piu' che ottima.
Alcuni numeri sul gigante cinese dell'ecommerce:

  • Numero di utenti attivi di Alibaba:

                   300 milioni ( Amazon: 270 milioni)

  • Numero di transazioni annuale sulla piattaforma Alibaba:

                   12,7 miliardi

  • Numero di venditori registrati e attivi sulla piattaforma Alibaba:

                   8,5 milioni

  • Numero di acquirenti registrati e attivi sulla piattaforma Alibaba:

                   334 milioni

  • Profitti dichiarati da Alibaba nel 2013:

                   $4.3 miliardi (Amazon: $239 milioni)

  • Fatturato Alibaba per il 2014:

                   $420 miliardi (Amazon nel 2013: $74 miliardi)

  • Numero di dipendenti Alibaba:

                   24.000

  • Quota di mercato delle transazioni online in Cina da dispositivi mobili:

                   86,2%

Crolla il mercato immobiliare

Da un po' di tempo a questa parte le notizie economiche provenienti dalla Cina assomigliano ad una serie dietro l’altra di dati negativi, e il trend sembra non accennare a fermarsi. L'ultimo e più sconcertante riguarda il mercato immobiliare, da tempo fonte di preoccupazione sia per le autorita' cinesi che per i mercati internazionali : le vendite di case sono dimezzate nel bimestre gennaio-febbraio 2015 rispetto al solo mese di dicembre. Le vendite hanno raggiunto 498,3 miliardi di yuan, quasi dimezzate rispetto ai 938,4 miliardi del solo dicembre 2014. Anno su anno le vendite delle abitazioni sono crollate del 16,7% nel primo bimestre. A questo punto, un altro intervento della Bance Centrale cinese appare inevitabile.

Anche i dati in arrivo in questi giorni dalla Cina non sono brillanti:

  • La produzione industriale a valore aggiunto (value-added) nel bimestre gennaio-febbraio 2015 è cresciuta del 6,8%, Un anno prima, tale valore era del +7,9%. Un passo indietro piuttosto allarmante. E’ il dato più debole dal 2008.
  • Le vendite al dettaglio, una dato molto importante per giudicare lo stato di salute dell'economia nazionale, sono rallentate nel bimestre gennaio-febbraio 2015: +10,7% rispetto a +11,9% del dicembre 2014 (le attese erano per un +11,5%).

Adesso gli economisti iniziano scommettere che la Banca Centrale cinese taglierà di nuovo il costo del denaro, e sarebbe la terza volta in 3 mesi. I requisiti per un nuovo intervento ci sono tutti: il settore immobiliare in piena crisi e il PIL ufficiale previsto per il 2015 al 7%, contro il 7,4% del 2014, (ma gli esperti stanno già calcolando che la crescita del Paese nel primo trimestre non toccherà neppure il 7%).

Nel frattempo la valuta cinese continua a deprezzarsi

In un mondo sconvolto dal dollaro in costante crescita, il renminbi ('RMB', la valuta cinese) si presenta come un porto nella tempesta. La valuta cinese è scivolata di circa l'1% rispetto al dollaro in questi primi 2 mesi del 2015 - davvero poco rispetto all' Euro , che ha perso ben il 12%, e che ormai si appresta a raggiungere la parita' col dollaro.

Ma per una valuta a lungo vista come in costante crescita, il recente calo che ha fatto toccare il minimo da 28 mesi è comunque degno di attenzione, anche perchè si aggiunge ai ben più gravi problemi che la Cina si trova ad affrontare in questo momento.

Le aspettative di ulteriore deprezzamento sono molto reali. Appare ormai evidente come il deprezzamento attuale non sia una semplice scivolata momentanea. Esattamente un anno fa, la Banca popolare di Cina sembrava spingere per un renminbi più debole, per scoraggiare un eccesso di speculazione valutaria, che a quell'epoca registrava moltissime transazioni con effetto leva al rialzo sull'RMB.

Dopo aver scosso in questo modo gli alberi per un paio di mesi, la banca centrale poi si cessò di intervenire lasciando che la valuta rimbalzasse di nuovo durante l'estate, tornando al suo percorso decennale verso l'alto.

Ma dalla fine di ottobre, il renminbi è in calo di nuovo, perdendo il 2,2% nei confronti del dollaro. Questa volta la mossa sembra guidato dal mercato, non dal governo centrale. La maggior parte degli analisti si aspetta che la tendenza continui a ritmi anche piu' sostenuti.

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