Crollo del Bitcoin: è il momento giusto per investire? (Simbolo BTC)Seguendo la folle corsa del Bitcoin una domanda resta costante: esploderà una bolla?
Dopo il record di 19.500 dollari registrato lunedì,  Bitcoin segna ancora una giornata di ribasso. Il prezzo della moneta digitale ha subito un crollo del 40%!  Ethereum, la seconda valuta virtuale per valore di mercato, ha perso il 26% in 24 ore! mentre Litecoin ha perso il 32%!
Fenomeno questi che non sorprende i molti che da tempo sono in attesa di veder scoppiare una bolla.

Analizziamo quali possano essere le ragioni del calo.

Alcuni analisti considerano l’origine del calo nella forte domanda da parte degli investitori che ha provocato una frenetica domanda di monete con scorte limitate.

Secondo invece il quotidiano francese “Le monde” due fenomeni avrebbero contribuito al calo della moneta digitale: la chiusura di Crypto, la piattaforma di scambi di criptovaluta, decisa da parte della Sec e il fallimento della piattaforma "Youbit”, vittima di pirati informatici.

Charles Hayter, ideatore del sito Cryptocompare, aveva annunciato che la rapida inversione della moneta si sarebbe verificata non appena  Bitcoin avesse ottenuto l’interesse della massa.

È inoltre contemplabile la teoria del disinvestimento: visto l’avvicinarsi del Natale, i risparmiatori potrebbero aver deciso di vendere rientrando in possesso di moneta fisica. Altri invece collegano l'inversione del trend allo “scoppio della bolla”.

A pesare inoltre sulle criptovalute il recente attacco hacker sulla piattaforma decentralizzata EtherDelta, exchange che permette lo scambio di token  Ethereum.

Cosa accadrebbe se scoppiasse una bolla?

Qualora la bolla dei bitcoin dovesse veramente scoppiare non avrebbe effetti sistemici in quanto non vi sarebbero altri investimenti da colpire. Le perdite di questi giorni rappresentano comunque, come sottolinea Bloomberg, un test importante per l'industria della criptovaluta e per la tecnologia blockchain.

Tra i numerosi detrattori del Bitcoin troviamo il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, secondo il quale il “Bitcoin dovrebbe essere messo fuorilegge in quanto ha il solo scopo di eludere la supervisione” delle autorità.

Stiglitz è convinto che quella del Bitcoin sia “una bolla” destinata a scoppiare. Egli auspica che gli stati comincino a mettere al bando le criptovalute: qualora i governi lo rendessero fuorilegge, la bolla scoppierebbe certamente. Ma, se si considera illegale un asset perché genera instabilità nel sistema, allora dovremmo ripensare la legittimità di molti altri strumenti finanziari.

Il mercato delle criptovalute è estremamente volatile e instabile: come sostiene Joshua Gans dell'Università di Toronto, basterebbe che alcuni dei suoi possessori decida di vendere per destabilizzare il corso.

È quanto accadrebbe se Tyler e Cameron Winklevoss, i gemelli noti per aver conteso la proprietà intellettuale di Facebook, decidessero di vendere le proprie quote.

I Winklevoss investirono in Bitcoin 11 dei 65 miliardi di dollari ottenuti in risarcimento da Zuckerberg. Qualora questi volessero vendere le criptovaute dovrebbero utilizzare un exchange attraverso una transazione con sistema OTC per trovare gli acquirenti idonei.

L’idea delle criptovalute è di tenerle al di fuori del controllo degli stati e delle banche. Friedrick Von Hayek nel 1976 aveva pubblicato “La denazionalizzazione della Moneta” in cui sosteneva che per rendere il mercato libero la moneta sarebbe dovuta essere decentralizzata, caratteristica che oggi ritroviamo nel Bitcoin.

Questo aspetto se da una parte l'ha fatta apprezzare dagli esperti del web e dagli speculatori, dall’altra ha suscitato l’attenzione dei criminali.

Oggi, pur avendo un prezzo molto elevato, per acquistare Bitcoin non è necessario investire cifre elevate in quanto è  possibile ottenere bit di Bitcoin, fino alla piccola unità chiamata Satoshi che equivale a 0,00000001 Bitcoin.

I costi di transazione che consentono l'ingresso sul mercato sono bassi, rendendolo fruibile a molte persone.

Ma,vale ancora la pena investire in Bitcoin?

Potremmo riassumere che tra le ragioni principali che potrebbero spingerci all’acquisto dei Bitcoin troviamo il fatto che gli investitori più importanti e l’industria finanziaria li stanno prendendo sul serio.
Inoltre la quantità di bitcoin è limitata, ne possono esistere solo 21 milioni di cui la maggior parte già creata. Come l’oro è una risorsa il cui valore non è sotto il controllo dei governi, qualsiasi cosa accada il valore dell’oro resterebbe.

Tra le ragioni principali per non acquistare consideriamo che I principali fruitori dei bitcoin potrebbero essere criminali; il bitcoin è estremamente volatile ed esiste solo sul computer, divenendo la cosa più intangibile della storia.

È evidente che chi acquista bitcoin come investimento a breve termine perderà certamente denaro così come coloro i quali hanno venduto i propri stock dopo la bolla del dotcom; le persone dovrebbero investire soltanto se credono nella visione a lungo termine di creare un sistema finanziario globale che sfugge al controllo statale e bancario. Una visione che potrebbe richiedere molto tempo.

  Bitcoin, grazie alla sua presenza all’interno della sua borsa di riferimento con il  simbolo “BTC”, viene considerata come una grande opportunità nel  Trading online. Per via della fluttuazione del prezzo delle azioni, tale titolo trova applicazione diretta anche nei cosiddetti  CFD, detti più comunemente “  contratti per differenza.

Una delle tante particolarità di questo sistema è quella di funzionare sia in caso di un ipotetico aumento dei prezzi sia in caso di una possibile diminuzione (attuando ovviamente diverse strategie di gioco). Ribadendo il concetto di utilizzare esclusivamente piattaforme verificate, invitiamo tutti a restare sempre aggiornati sulle notizie di altre aziende, in modo da attuare una buona ed indispensabile diversificazione del proprio portafoglio.

Le  criptovalute sono asset sono disponibili con i CFD, ossia con i contratti di differenza.