Turchia: cause della crisi e nuove alleanze La crisi economica di Ankara è precipitata a causa dell'escalation delle tensioni tra gli Stati Uniti e la Turchia; per evitare nuove sanzioni che avrebbero portato a un peggioramento della crisi economica, il governo di Erdogan ha ordinato il rilascio del pastore americano Andrew Brunson con il conseguente rimbalzo della lira turca che ha guadagno il 10% sul dollaro.

Ma la forte svalutazione della lira ed il quadro generale economico della Turchia era già difficile molti mesi prima della questione del pastore Brunson.

Le cause che hanno alimentato la crisi.

La lira turca aveva perso pesantemente, con un ribasso di oltre il 41% dall'inizio dell'anno.

Intanto l’agenzia di rating internazionale Moody's aveva tagliato a Ba3 da Ba2 cambiando a "negativo" l'outlook sulla tenuta creditizia del paese, mentre Standard & Poor's tagliava il rating del debito a B+ da BB-, prevedendo una contrazione dell'economia nel 2019.

La crescita economia turca era stata sostenuta dalle piccole e medie imprese, che hanno beneficiato degli aiuti del presidente Recep Tayyip Erdogan.

Quando la valuta ha iniziato a indebolirsi, gli investitori stranieri hanno iniziato a vendere, peggiorando il valore della lira turca.

Un enorme problema per quelle imprese e banche turche che ottengono ricavi in lire ma devono pagare denaro in dollari o euro, aumentando la possibilità di fallimenti societari o bancari che potrebbero ulteriormente danneggiare l'economia.

Chi sta dalla parte della Turchia?

Se è vero che la Turchia dipende economicamente dagli aiuti stranieri, il paese svolge un ruolo fondamentale nel contenere i flussi migratori in Medio Oriente.

In questo momento di crisi, sono arrivati messaggi d’interesse da parte di diversi paesi: dal Qatar alla Cina, dalla Russia all’Unione Europea.

Lo sceicco del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani ha annunciato un piano di investimenti in Turchia per 15 miliardi di dollari.

Dalla Cina l’apertura di una linea di credito per 4 miliardi di dollari.

Putin ha promesso al collega turco oltre sei milioni di turisti in arrivo dalla Russia.

La Germania, primo partner commerciale di Ankara, ha comunicato di volere una Turchia economicamente stabile, mentre il ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero Milanesi ha garantito pieno sostegno alla Turchia, auspicando per Ankara un ruolo più centrale nel Mediterraneo.

Oggi, grazie al riavvicinamento tra gli Stati Uniti e la Turchia e la riacquistata credibilità agli occhi degli investitori, Ankara torna a respirare ricevendo offerte per 6 miliardi di dollari per i titoli quinquennali.

Le politiche di Ankara rappresentano un’opportunità dal punto di vista del trading online: attraverso lo strumento dei contratti per differenza o CFD, è possibile infatti negoziare online sia al rialzo che al ribasso dell’azione.