Corea del Nord un enorme potenziale opportunità di investiment USD CNH

Grazie all’accordo tra Donald Trump e Kim Jong, assisteremo all’apertura dell’economia della Corea del Nord. Un processo che pur richiedendo del tempo, presenta un enorme potenziale opportunità di investimento.

Una previsione già confermata dall’osservazione dei titoli dei principali gruppi di seguito elencati e presi in analisi, che mostrano un rialzo nei giorni successivi all’accordo.

Kim ha sottolineato il suo desiderio di modernizzare l'economia del paese, ma per farlo saranno necessari aiuti e investimenti esterni da parte di governi, agenzie multilaterali e da investitori privati.

La modernizzazione dell’economia del paese potrebbe richiedere fino a 10.000 miliardi di dollari di investimenti.

Ad apportare il proprio contributo saranno Corea del Sud, Cina, Giappone e forse Stati Uniti ed Europa. É probabile che inizialmente gli investitori affronteranno gli investimenti in Corea del Nord attraverso una via indiretta, prendendo innanzitutto di mira gli stock di quelle società che faranno affari con la Corea del Nord mentre avrà luogo il processo di denuclearizzazione.

Ma quali sono i settori in cui investire?

Sono molte le opportunità per gli investitori esterni.

La Corea del Nord infatt i, oltre alla necessità di nuove infrastrutture quali reti di trasporto, energia e comunicazione, possiede enormi reserve minerarie, una risorsa molto appetibile sul mercato internazionale.

Parliamo di minerali come oro, ferro, rame, zinco e grafite. Questi stock, con un valore complessivo stimato di 10.000 miliardi di dollari, sono considerati tra i più importanti nel mondo. Per sfruttare questa ricchezza saranno necessari i finanziamenti e le tecnologie straniere.

Numerose sono le società che trarranno profitto dall’apertura della Corea del Nord e che attireranno l’attenzione degli investitori nelle prossime settimane. Facciamo un elenco, qualora foste interessati ad approfondire i dati delle società e ad investire accedendo al servizio di trading online offerto da broker online, basterà cliccare sulle singole voci.

Tra le sudcoreane troviamo Hyundai (HYUD): con un fatturato di 96 trilioni di won sudcoreani (KRW), attiva nel campo delle costruzioni navali, ferroviarie, automobilistiche, nell'elettronica, nella finanza, nella logistica, nei trasporti e nella grande distribuzione, si è recentemente impegnata nella realizzazione di radar intelligenti per le auto a guida autonoma. L’azienda sudcoreana ha già annunciato la propria volontà di tornare a fare business con la Corea del Nord.

Sudcoreana è anche Samsung Group (SSNLF). Con filiali in 58 paesi, ha registrato un fatturato di 60,56 miliardi di KRW e un utile operativo di 15,64 miliardi di KRW nel primo trimestre del 2018.

I ricavi totali sono cresciuti del 20% circa.

L’azienda ha annunciato di voler istituire un gruppo di ricerca per analizzare i potenziali investimenti in Corea del Nord.

A beneficiare dell’apertura della Corea del Nord saranno inoltre le maggiori imprese cinesi quotate in Borsa. Gli economisti si aspettano che il Pil della Cina superi quello degli Stati Uniti intorno al 2025.

A distanza di pochi giorni dall’accordo, la Banca centrale cinese ha avviato un nuovo maxi stimolo finanziario, prestando 200 miliardi di yuan alle istituzioni finanziarie mediante lo strumento di prestito a medio termine (MLF). Probabilmente un’azione intrapresa per tutelarsi dagli effetti di una potenziale guerra commerciale con gli Stati Uniti.

Ritornando alle aziende che beneficeranno dell’accordo, c’è ETF di iShares China (FXI), salito dello 0,9% nei due giorni successivi all’annuncio.

Air China ha dichiarato di voler riprendere i voli tra Pechino e Pyongyang.

Il Nord Corea può beneficiare del petrolio della Cina, aziende interessanti da tener d’occhio in questo settore sono China National Offshore Oil Corporation o CNOOC (0883.HK), PetroChina (0857.HK) quotata alla Borsa di Hong Kong e New York, produttore di petrolio e gas; Sinopec (0386.HK), gruppo petrolifero e petrolchimico integrato cinese, controllato per il 75% dal governo.

Come abbiamo anticipato, la Corea del Nord necessita di nuove infrastrutture quali reti di trasporto, energia e comunicazione. È evidente che a beneficiarne saranno i maggiori gruppi cinesi, nei trasporti il gruppo China Railway (0390.HK), proprietà del governo cinese; nell’energia China Longyuan Power Group (0916.HK), il maggiore produttore cinese di energia eolica, e China Shenhua Energy (1088.HK); nelle telecomunicazioni China Telecom (0728.HK), quotata alla Borsa di Hong Kong e costituente dell’ indice Hang Seng China Enterprises, e China United Network Communications anche conosciuta come China Unicom (0762.HK), di proprietà del governo cinese, provvede ai servizi di telefonia mobile.

Tra le banche la già citata Banca Centrale Cinese (3988.HK).

Tencent Holdings (0700.HK) è un’azienda di investimento. Con una capitalizzazione di mercato di 155,6 miliardi di dollari, le sue filiali offrono servizi per i media, l’intrattenimento, i cellulari.

Per seguire il cambio tra lo Yuan cinese offshore (CNH) e il dollaro (USD) clicca qui.

Tra i giganti giapponesi a cui farà comodo l’accordo, suggeriamo Mitsubishi (8058.TY) e Komatsu (6301.TY).

Mitsubishi, il più grande gruppo finanziario del Giappone ed uno dei principali del mondo, ha una capitalizzazione di mercato di 46,4 miliardi di dollari.
Komatsu è invece un’azienda produttrice di macchine movimento terra e macchine per l'industria mineraria. Con oltre 30.000 impiegati, ha registrato un fatturato di 9,2 miliardi di dollari.

Come abbiamo già detto il Nord Corea è ricco di reserve minerarie e necessiterà delle tecnologie straniere.

Terminiamo concludendo che molti sono i mercati che hanno accolto positivamente l’accordo di Trump e Jong: l'ETF del fondo indicizzato iShares MSCI South Korea (EWY), l'ETF (iEhar) S&P Europe 350 Index ETF (IEV) e l'indice MSCI dei mercati emergenti di MSCI (EEM) con circa mezzo punto percentuale mentre lindice S&P500 è aumentato dello 0,2%.

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