Titolo Google nella sua borsa di riferimento (GOOG) Borse.proCon il passare degli anni, ma soprattutto con i vari miglioramenti in ambito tecnologico, le aziende in questo settore, oltre a proporre indispensabili innovazioni, continuano a spingere le tendenze economiche in virtù di una speranzosa ripresa economica. Mai come in questi periodi, l’industria tecnologica sta tornando ad essere considerata come uno dei beni rifugio per eccellenza sotto l’aspetto borsistico. Grazie alle varie stime calcolate in tutto il mondo, possiamo affermare che a guidare l’innovazione tecnologica siano soprattutto gli Stati Uniti, la Cina ed anche l’Israele. In un panorama così vario, comprendente migliorie per quanto riguarda sia la sicurezza sia i nuovi sistemi digitali e il biotech, Google resta una tra le aziende più solide e in continua crescita nel settore high-tech. Oltre che sotto l’aspetto aziendale, Google continua, grazie alle sue azioni, a rappresentare uno degli strumenti più interessanti sul quale provare ad attuare strategie di investimento. Ricordando alcuni dati possiamo enunciare che Alphabet, la holding a cui fa capo Google, aveva già superato Apple a febbraio 2016, diventando la società con il più alto valore al mondo.

Concludendo questa prima parte con una curiosità, diciamo che Alphabet, grazie alla sua capitalizzazione di 533,20 miliardi di dollari, ha reso Sundar Pinchai, l’amministratore delegato più pagato degli Stati Uniti.

Prodotti Google: non tutti godono del successo

Proprio come avviene all’interno di tutte le aziende del mondo, anche per Google non sempre i progetti vengono portati a termine con successo. Seguendo gli ultimi dati raccolti è strabiliante notare come infatti su 251 prodotti, lanciati dal lontano 1998 ad oggi, il ben 36% di questi sia stato cancellato. Ecco riportato un elenco dei maggiori “fallimenti” della colossale azienda tecnologica:

Project Ara (Gennaio 2015 – Settembre 2016): Si tratta di uno Smartphone modulare, in cui ogni singolo elemento poteva essere sostituito con la versione aggiornata e funzionante.

Google Orkut (Gennaio 2004 – Settembre 2014): Si tratta del primo social network lanciato da Google, chiamato così dal nome del suo ideatore Orkut Buyukkokten.

Google Buzz (Febbraio 2010 – Ottobre 2011): È un altro esperimento di social network. Buzz, nonostante contasse sulla presenza degli utenti già iscritti a Gmail, non ha mai ottenuto il gradimento del pubblico. Rimpiazzato in seguito da Google Plus.

Google Labs (Maggio 2002 – Luglio 2011): Laboratorio in cui Google faceva testare agli utenti le sue innovazioni.

Google Wave (Maggio 2009 – Agosto 2010): Predecessore di Buzz, lanciato come una vera e propria rivoluzione comunicativa dall’azienda, riscosse immediatamente poco successo tra gli utenti.

Google Nexus One Web Store (Gennaio 2010 – Maggio 2010): Web Store per la vendita dello smartphone Google. A pochi mesi dall’inaugurazione, Mountain View ammise che il progetto di e-commerce non stava funzionando.

Google SearchWiki (Novembre 2008 – Marzo 2010): SearchWiki permetteva a chiunque di personalizzare i risultati delle proprie ricerche.

Google Catalogs (Settembre 2001 – Gennaio 2009): Cataloghi online di prodotti per la comparazione dei prezzi.

Google Video (Gennaio 2005 – Gennaio 2009): Il servizio di condivisione di video firmato Google fu inaugurato nel 2005. Soltanto un anno più tardi però l’azienda americana decise di acquistare YouTube per 1,65 miliardi di dollari. I due servizi coesistettero per qualche anno, fino a quando YouTube rese inutile l’esistenza di Google Video.

Google Notebook (Maggio 2006 – Gennaio 2009): Notebook permetteva all’utente di salvare testi o immagini personali su pagine di taccuini virtuali, che potevano poi essere condivisi con altri utenti. Cancellato nel 2009.

Jaiku (Ottobre 2007 – Gennaio 2009): Acquistato da Google nell’ottobre 2007, Jaiku era un servizio di microblogging simile a Twitter.

Dodgeball (Maggio 2005 – Gennaio 2009): Acquistato nel 2005, era un social network che permetteva all’utente di condividere la propria posizione in tempo reale con gli amici.

Google Answers (Aprile 2002 – Novembre 2006): Questo sistema permetteva all’utente di offrire una cifra in denaro in cambio di una risposta ad una sua domanda. Un gruppo di ricercatori selezionati da Google aveva la facoltà di accettare o meno la proposta economica e di fornire la risposta richiesta all’utente. La scelta operata da Yahoo! Answers di mantenere il sistema gratuito si è dimostrata vincente inducendo Google Answer a smettere di operare nel 2006.

Google X (15 marzo 2005 – 16 marzo 2005): Si trattava di una homepage modellata sulla barra delle applicazioni del sistema operativo OS X di Macintosh. L’homepage di Google X venne rimossa soltanto un giorno dopo il lancio per motivi mai precisati.

Esempi di correlazione con il grafico azionario

Provando a creare delle correlazioni tra i periodi precedentemente citati e gli andamenti del grafico azionario nel corso del tempo, si evince come il lasso di tempo sia troppo lungo per andare a considerare l’andamento in questione come “influenzato” o meno da quell’avvenimento. Vediamo alcuni esempi pratici:

Prendendo in considerazione il progetto “Project Ara”, con periodo compreso tra Gennaio 2015 e Settembre 2016, si nota come l’andamento complessivo delle azioni sia relativamente direzionato verso l’alto (contrariamente all’idea di vederla verso il basso dato il prodotto con scarso successo).

Quotazioni Alphabet Azioni Borse.pro

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In questo caso diventa di vitale importanza andare a verificare pregressi crolli specifici nel breve periodo, magari durante la settimana (o nel giorno) delle dichiarazioni di fallimento del progetto in questione, senza focalizzarsi sul lungo periodo. Il fattore dell’imprevedibilità è sicuramente da tenere in considerazione, poiché spiega come l’andamento positivo (nonostante il progetto fallito) sia portato da altrettanti obiettivi portati a termine con successo. In questo caso infatti, l’equilibrio che si genera dà la possibilità di ottenere questi risultati.

Titolo Google nella sua borsa di riferimento

Così com’è stato anticipato durante la prima parte dell’articolo, la presenza di Google, oltre che sotto l’aspetto aziendale, può essere vista anche in riferimento alla borsa con il simbolo “GOOG”. Le varie fluttuazioni del prezzo delle azioni, all’interno del grafico, permettono l’utilizzo del nuovo, ed ormai conosciutissimo, sistema dei CFD (detto anche metodo dei contratti per differenza). Grazie al funzionamento dei CFD, una delle prime particolarità fondamentali da ricordare è la possibilità di poter sfruttare sia ipotetiche situazioni di positività sia altrettante di negatività.

Le novità esaminate nel corso dell’articolo, collegate alle buone percentuali ottenute nel corso della prima parte del 2016, potrebbero portare situazioni positive anche nel proseguo dell’anno, soprattutto in ambito aziendale. Ricordando di restare sempre aggiornati sulle notizie finanziarie più importanti, concludiamo invitandovi a prestare sempre attenzione alle piattaforme di negoziazione online, in modo da utilizzare solo quelle certificate e garantite al 100%.

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