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Settimana cruciale e nervosismo aumenta

Lunedì, 30 Novembre, 2015

L’attività dei mercati finanziari in questi ultimi giorni si è sempre più, via via impostata sulle prossime importanti pubblicazioni, di politica monetaria, di dati economici, e contornati dalla geopolitica. Una settimana questa, molto importante, vista la riunione della ECB-EU, che sarà seguita dalla BNS-CH, e dal dato disoccupazione USA. Poi, a seguire, avremo quella della FED-USA. Le aspettative di base sono oramai molto ancorate per un aumento del QE, un possibile taglio ulteriore dei tassi EU a nuovo record minimo, e per un rialzo di quelli USA di 25bps. Nel frattempo i DATI economici restano di scarso effetto, visto che non hanno sortito sorprese, ma restano tutto sommato misti, con ancora molti sotto le aspettative. Quali inflazione, consumi, ma sempre assorbiti con i commenti ufficiali, che tutto il possibile sarà fatto per innescare l’inflazione, visto il rischio di non raggiungimento dei target preposti. Con i dati USA sotto tono, inferiori alle attese in molti casi, le prospettive di un ritorno recessione nel 2016 resta elevato, e questo frena le prospettive di una stretta monetaria elevata, con previsioni di azioni ritardate e limitate nell’entità. Per quanto riguarda gli ultimi dati, in EU sale la fiducia consumatori in ITL, NOK, SEK, GER, mentre cala marcatamente quella degli industriali.

I prezzi import restano in calo, come pure le spese consumatori, vedi FF. In recupero prezzi consumo, prezzi produzione industriale dopo i recenti cali oltre previsioni. In rallentamento immobiliare, in UK, e verso bolla in SEK. Migliora la crescita, seppur leggermente in URSS, nonostante svalutazione rublo, sanzioni, UKR e TUKR, petrolio, e uscita capitali. Misti in GIAPP, nel contesto totale negativi, o meglio, deludenti. Dalla Cina resta elevata la preoccupazione per un aumento dei fallimenti societari, crollo utili aziende. Le vendite dettaglio per il BlackFriday, tipico giorno di test per le vendite natalizie, è stato piuttosto sommesso, con un aumento degli acquisti on-line. Settori banche, lusso, turismo, minerari, energia, petrolio restano i settori a “rischio”. Ma i mercati al momento continuano drogati dalle aspettative di ulteriore allentamento monetario, assenza inflazione, ricerca rendimento. Una volatilità comunque sempre latente, a colpi, come Cina che venerdi ha chiuso -5.5pc. ORO resta straordinariamente debole, su minimo 6anni, con fattore probabile dalla liquidazione di grandi fondi hedge, come quello in chiusura di BlackRock, con necessità di liquidare assets, e nonostante la ripresa, anche se modesta, delle commodity, con rame +5pc dai minimi. Sotto tono GBP nonostante i dati, DOLL sempre sui max8 mesi, con EURO ai minimi 7mesi sempre in difficoltà. Cede il CHF/cross con l’aggiunta di voci di interventi e dati negativi elevati settore industriale, in leggero rialzo NOK, CAD, AUD. NZD, e BONDS. Segnali di ampio oversold per commodity, ma indicatori ancora negativi.

Lunedì, 30 Novembre, 2015
 

 

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