Invece, per quanto riguarda il cable, si sta intensificando la pressione a vendere e la coppia acquisisce slancio sul lato discendente.

L’attenzione del mercato è puntata sulla seduta fitta di appuntamenti negli USA. Nelle prossime ore, i dati sui posti di lavoro non agricoli nel settore privato, l’indice dei prezzi al consumo e la decisione di politica monetaria del FOMC probabilmente innescheranno volatilità sui mercati valutari. Le attese sulla Fed sono accomodanti, ma già scontate dal mercato; la domanda è se le condizioni d’ipervenduto dell’USD siano giustificate. Mentre l’euro oscilla sull’onda di scommesse speculative, sul cable aumenta la pressione ribassista. I dati positivi diffusi in Svizzera stamattina (l’indicatore sui consumi USB è salito da 1,32 a 1,56 nel mese di settembre e il KOF ha superato le attese) non sono riusciti a liquidare la resistenza in area 0,9000/10, né la fiducia nell’economia e nell’industria superiore alle previsioni ha generato entusiasmo nell’Eurozona.

Divergenza EUR – GBP

In vista della decisione del FOMC, l’EUR oscilla su alti e bassi speculativi. Stando ai dati della CFTC aggiornati all’8 ottobre, i lunghi speculativi sull’EUR hanno raggiunto i livelli massimi da maggio 2011 e quindi vale la pena tener presente il rischio di ricoperture di scoperti. Reazioni marcate a non-notizie, com’è successo ieri dopo i commenti di Nowotny (BCE), esemplificano perfettamente la reazione esagerata dei mercati; si cerca un sostegno all’attuale forza dell’EUR e qui entrano in gioco i livelli tecnici. Sui livelli attuali, l’EUR/USD può prendersi una pausa dopo il massiccio rally in atto da metà ottobre. L’indice RSI a 14 giorni (attualmente al 66%) è inferiore alla zona d’ipercomprato e la coppia è rientrata all’interno delle bande di Bollinger. Gli indicatori di trend e momentum dell’EUR/USD rimarranno rialzisti sopra 1,3684 e gli operatori continueranno con tutta probabilità a inseguire opportunità di acquistare sui minimi sulle correzioni al ribasso.

Invece, per quanto riguarda il cable, si sta intensificando la pressione a vendere e la coppia acquisisce slancio sul lato discendente. La coppia GBP/USD ha incrociato al ribasso la media delle bande di Bollinger a 30 giorni (1,6087). Si stanno formando stop sotto 1,6000 in vista della pubblicazione del PMI manifatturiero di ottobre atteso per domani. Sul lato ascendente, la zona di resistenza chiave rimane a 1,6260 (doppio massimo mensile e banda di Bollinger superiore).

Infine, si sta rinsaldando il trend ascendente dell’EUR/GBP, vista la divergenza dei trend di EUR e GBP. Poiché gli indicatori di trend e momentum sono decisamente positivi, rimaniamo acquirenti sopra 0,8500 (base del trend ascendente di settembre-ottobre). La prima serie di offerte si trova prima di 0,8600 e le scommesse si mescolano in area 0,8530/50. Si osservano stop sotto 0,8500.

S&P 500 ai massimi storici, IPC sottotono, ADP debole e il FOMC annuncia la sua decisione

L’evento chiave della giornata è la riunione del FOMC. Il tasso di politica dovrebbe rimanere al minimo storico dello 0,25% e gli acquisti mensili di titoli garantiti da ipoteca (MBS) e di titoli del Tesoro dovrebbero rimanere invariati ai livelli attuali pari a 85 mld USD. Inoltre, ora il mercato prevede che la Fed posticiperà l’avvio del tapering degli acquisti di bond a (non prima di) marzo 2014. Ciò significa che i toni accomodanti della Fed sono già ampiamente scontati e questa è la ragione per cui probabilmente ci saranno riacquisti di USD prima dell’annuncio di politica del FOMC. In effetti, secondo noi l’USD è ipervenduto (anche considerando la debolezza dei dati sul lavoro e lo shutdown del governo di ottobre) e non prevediamo che dalla riunione di oggi escano nuovi misure di allentamento. L’indice DXY ha compiuto un rally fino alla media mobile bisettimanale (79,70), i rendimenti dei decennali del Tesoro USA sono scesi al 2,4763%, appena 13 punti base sopra il 61,8% del livello di Fibonacci sull’aumento in atto da maggio a settembre (2,4750%). Ricordiamo che, da luglio, questi livelli costituiscono un supporto critico che, se infranto, dovrebbe spianare la strada a redimenti più bassi, con il proseguimento della politica ultra-accomodante della Fed.

L’evento chiave della giornata è la riunione del FOMC. Il tasso di politica dovrebbe rimanere al minimo storico dello 0,25% e gli acquisti mensili di titoli garantiti da ipoteca (MBS) e di titoli del Tesoro dovrebbero rimanere invariati ai livelli attuali pari a 85 mld USD. Inoltre, ora il mercato prevede che la Fed posticiperà l’avvio del tapering degli acquisti di bond a (non prima di) marzo 2014. Ciò significa che i toni accomodanti della Fed sono già ampiamente scontati e questa è la ragione per cui probabilmente ci saranno riacquisti di USD prima dell’annuncio di politica del FOMC. In effetti, secondo noi l’USD è ipervenduto (anche considerando la debolezza dei dati sul lavoro e lo shutdown del governo di ottobre) e non prevediamo che dalla riunione di oggi escano nuovi misure di allentamento. L’indice DXY ha compiuto un rally fino alla media mobile bisettimanale (79,70), i rendimenti dei decennali del Tesoro USA sono scesi al 2,4763%, appena 13 punti base sopra il 61,8% del livello di Fibonacci sull’aumento in atto da maggio a settembre (2,4750%). Ricordiamo che, da luglio, questi livelli costituiscono un supporto critico che, se infranto, dovrebbe spianare la strada a redimenti più bassi, con il proseguimento della politica ultra-accomodante della Fed.

Mercoledì, 30 Ottobre, 2013