Il complesso EUR riprende finalmente fiato dopo il crollo di 5 centesimi della scorsa settimana in scia al pacchetto di stimoli della BCE e alle elezioni greche.

Il complesso EUR riprende finalmente fiato dopo il crollo di 5 centesimi della scorsa settimana in scia al pacchetto di stimoli della BCE e alle elezioni greche. I bond greci hanno compiuto un rally, la curva dei titoli di stato è diventata più ripida per le scadenze brevi, è salita nella parte finale dopo la storica vittoria del partito anti-austerità Syriza alle elezioni di domenica. Syriza ha ottenuto 149 seggi su 300, a un passo quindi dalla maggioranza assoluta; il partito Nuova Democrazia di Samara ha ottenuto 76 seggi, mentre il partito Alba Dorata è arrivato terzo, confermando la voglia di cambiamento dei greci. Riteniamo tuttavia poco probabile un’uscita della Grecia. Tsipras rinegozierà sicuramente il debito greco e le misure di austerità prima di approvare il prossimo pacchetto di aiuti (scadenza: 28 febbraio), mantenendo la Grecia nell’Eurozona. Le pressioni politiche dovrebbero esercitare tensioni sui titoli di stato greci nelle prossime settimane, mentre il debito ellenico dovrebbe diventare idoneo per il QE della BCE entro luglio 2015. Dopo aver toccato un nuovo minimo storico pari a 1,1098, l’EUR/USD è rimbalzato all’apertura dei mercati europei, segnalando che la coppia è finalmente pronta per una correzione rialzista di breve termine.

Tensioni per il calo dell’EUR/DKK. Quanto dureranno?

Le inversioni di rischio a un mese delta-25 dell’EUR/DKK hanno aperto la settimana in lieve rialzo, perché il complesso EUR è pronto a una correzione dopo il crollo di cinque centesimi della scorsa settimana. Persistono tuttavia le tensioni sull’EUR/DKK, perché il mercato non si è bevuto del tutto i due tagli consecutivi dei tassi operati dalla Banca Nazionale di Danimarca (BND) la scorsa settimana, per lo meno sui mercati dei derivati. Con questi interventi, la BND ha solo catalizzato l’attenzione sull’ancoraggio EUR/DKK, interventi silenziosi sul forex avrebbero invece evitato la corsa speculativa verso i corti sull’EUR/DKK. Ricordiamo a margine che il mercato per i derivati sull’EUR/DKK è molto ristretto, con volumi molto scarsi perchè l’ancoraggio EUR/DKK esiste da molto tempo. Ciò significa che i movimenti bruschi potrebbero essere determinati da mancanza di liquidità del mercato e non da massicce modifiche nelle posizioni. Da quanto vediamo, però, il mercato si è spostato aggressivamente da opzioni call a put nette sull’EUR/DKK e continua a essere decisamente negativo.

La scarsa liquidità sulle inversioni di rischio ci induce a esaminare nel dettaglio la situazione sui mercati dei future. La base incrociata della valuta a 3 mesi per l’EUR/DKK si è invertita bruscamente, confermando la preferenza per un EUR/DKK più debole sul mercato dei future. Ciò significa che ora lo stress sui mercati viene messo in conto sulla curva dei future, il che amplierà la questione anche ai prossimi mesi.

A oggi, la situazione non è preoccupante (visto che la preferenza non esula dalla fascia storica), ma l’ancoraggio EUR/DKK sarà sicuramente soggetto a nuovi stress. Sebbene la BND abbia ancora spazio di manovra per difendere l’ancoraggio, secondo noi due interventi nel giro di una settimana hanno catalizzato l’attenzione degli speculatori e potrebbero spingere la banca verso strategie difensive più aggressive nelle settimane e nei mesi a venire. Visto il massiccio stimolo della BCE e le incertezze legate alla situazione politica in Grecia, è poco probabile che, nel breve termine, gli investitori istituzionali ritornino verso l’EUR. La BND procederà probabilmente a nuovi tagli a sorpresa e perfezionerà la sua strategia difensiva con ulteriori interventi sul forex, se la debolezza dell’EUR/USD dovesse avvicinarsi alla parità! La questione potrebbe farsi piuttosto complessa perché l’operazione potrebbe, proprio come in Svizzera, diventare troppo costosa e coinvolgere la politica. L’ancoraggio dell’EUR/DKK è a rischio dal momento in cui è finito sotto la luce dei riflettori per gli investitori, attirando l’attenzione dei mercati, fino a innescare una reazione ufficiale. La rimozione della base dell’EUR/CHF il 15 gennaio ha mostrato che le forze speculative potrebbero rafforzarsi al punto di rimuovere le regole ufficiali. E sono proprio i volumi speculativi che potrebbero mettere a rischio l’ancoraggio dell’EUR/DKK. Per gli investitori speculativi aggressivi, fondi e hedge fund, ovviamente in questi frangenti c’è la possibilità di guadagnare. Poiché la tempistica dei rischi di coda connessi sono impossibili da prevedere, visto che l’ancoraggio dell’EUR/DKK è in essere da molto tempo, il rischio principale riguarda la componente speculativa del trading sul forex.

Lunedì, 26 Gennaio, 2015