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Operatori del forex concentrati sull’Eurogruppo

Lunedì, 16 Febbraio, 2015

Sull’onda della solida propensione al rischio registrata in chiusura di seduta venerdì, i mercati dei cambi continuano a mostrarsi ottimisti. I mercati azionari asiatici hanno aperto la settimana su una base solida. Il Nikkei ha guadagnato lo 0,51%, il Composite di Shanghai e l’Hang Seng rispettivamente lo 0,18% e lo 0,58%. I future sui listini azionari europei e USA suggeriscono un’apertura con il segno più (i mercati USA sono chiusi per festività). È tornata la propensione al rischio, sebbene l’accordo sul cessate il fuoco fra Ucraina e Russia sia durato solo poche ore (gli idealisti evidenziano l’area circoscritta del conflitto). L’USD continua a scendere, in parte per effetto della debolezza dell’indice sul clima fra i consumatori dell’Università del Michigan, secondo cui la domanda non è così determinante per la ripresa USA come si pensava inizialmente. L’EUR/USD fa registrare un marginale rialzo, in scia ai commenti positivi sui colloqui del fine-settimana fra i ministri delle Finanze e degli Esteri greci e le delegazioni tecniche di Commissione Europea, BCE e FMI. L’EUR/USD è salito a 1,1426 prima di entrare in un pattern di consolidamento laterale. I colloqui del fine-settimana puntavano ad appianare i disaccordi e non ad affrontare i dettagli tecnici. L’approccio costruttivo dovrebbe fare da sfondo alla discussione dell’Eurogruppo di oggi. I mercati prevedono un accordo su una proroga del programma per qualche mese oppure che si permetterà alla Grecia di emettere altro debito di breve termine. Entrambe le soluzioni porterebbero a un rinvio della risoluzione del problema in Europa, pur riducendo l’incertezza.

I dati in Giappone hanno mostrato una crescita del PIL pari allo 0,6% t/t nel quarto trimestre del 2014 (crescita annualizzata T4 del 2,2% inferiore al 3,7% previsto), inferiore allo 0,9% previsto dai mercati. Inoltre, la contrazione precedente è stata rivista al rialzo, dallo 0,5% allo 0,6%. La debolezza deriva dai consumi privati e dalle spese delle imprese. Il rallentamento della crescita indica che Abe e la BoJ dovranno fare di più, ricorrendo anche a un altro allentamento. Sull’onda dei dati deboli, il Nikkei ha raggiunto il massimo da 8 anni, mentre lo yen ha trovato un supporto marginale, grazie ai rendimenti USA, contro l’USD.

Lunedì, 16 Febbraio, 2015
 

 

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