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Nessuna novità dagli interventi dei membri della Fed

Venerdì, 13 Novembre, 2015

Durante la seduta asiatica, l’USD si è rafforzato perché i membri della Fed hanno fornito un’iniezione di fiducia ai tori del dollaro. Come di consueto, il governatore della Fed di New York Dudley è sembrato cautamente ottimista, affermando che le condizioni per un restringimento della politica “potrebbero venire presto soddisfatte”. Anche il capo della Fed di Chicago Evans, noto per un’impostazione più accomodante, è ricorso a toni nuovi, rilevando la necessità di un graduale restringimento delle condizioni monetarie, pur continuando a sostenere un decollo dei tassi nel 2016. In generale, i membri della Fed continuano a ripetere da mesi lo stesso ritornello, nel tentativo di spostare l’attenzione dalla tempistica del primo decollo al corso che seguiranno successivamente i tassi, che, si presume, sarà lento e graduale. Nel frattempo, gli operatori attendono impazienti nuovi dati dagli USA, nella settimana in corso ci sono stati pochi appuntamenti. Il rapporto IPP e le vendite al dettaglio di oggi forniranno un aggiornamento della situazione, che potrebbe sostenere un primo rialzo del tasso a dicembre. Ciò nonostante, continuiamo a ritenere che l’appuntamento decisivo sarà il rapporto sull’inflazione e, nello specifico, la pubblicazione del deflatore del PCE il 25 novembre. L’EUR/USD ha trovato un forte supporto a 1,07, per poi stabilizzarsi fra 1,0675 e 1,0830. Poiché Mario Draghi ha ripetuto esplicitamente che un aumento o proroga del programma di acquisto di bond della BCE è probabile, il rischio per la coppia di valute è bilanciato perché il mercato ha già iniziato a scontare un rimbalzo marcato dell’economia USA e, se arrivassero cifre deludenti, il dollaro potrebbe perdere i guadagni precedenti. Le vendite al dettaglio dovrebbero attestarsi allo 0,3% m/m, in rialzo rispetto allo 0,1% di settembre, l’IPP dovrebbe crescere dello 0,2% m/m a fronte del -0,5% del mese precedente.

Venerdì, 13 Novembre, 2015
 

 

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