L’AUD/USD ha continuano a indebolirsi, scendendo a 0,7855 prima dell’IPC riferito al quarto trimestre (in programma il 28 gennaio).

La settimana si apre con la vittoria del partito anti-austerità Syriza alle elezioni greche. Nonostante l’esito storico, Syriza dovrà formare una coalizione per governare. Il governo di Syriza inasprirà le discussioni con l’UE, quindi l’accordo sul prossimo pacchetto di aiuti, da concludersi entro il 28 febbraio, è a rischio. A questo punto, riteniamo poco probabile un’uscita della Grecia, mentre per i negoziati servirà sicuramente un nuovo giro di colloqui. L’EUR/USD ha aperto in leggero gap a 1,1189 (rispetto alla chiusura a 1,1204 di venerdì), toccando un nuovo minimo a 1,1098 per poi rimbalzare sopra 1,12 all’apertura dei mercati europei. Dalla settimana scorsa, l’EUR/USD ha ceduto quasi 5 centesimi, in scia alla BCE e alle elezioni greche. Riteniamo che il livello a 1,10 conferirà supporto, considerate le condizioni di forte ipervenduto (RSI al 17,5%, banda di Bollinger inferiore a 30 giorni a 1,1249). È sicuramente in corso una correzione, ma, poiché il sentiment intorno all’EUR continua a essere fortemente negativo, gli operatori continuano a vendere sui rally. Le resistenze di breve termine stazionano intorno alle medie mobili a 100 e 200 giorni (1,1301/1,1442). L’EUR/GBP si è indebolito ulteriormente, scendendo a 0,74053 dopo che Forbes ha anticipato un rialzo anticipato del tasso della BoE, esprimendo ottimismo sulle prospettive di crescita globale (?). Le barriere per le opzioni stazionano a 0,78/0,79 e dovrebbero pesare sulla coppia man mano che la GBP riacquisisce forza.

La coppia GBP/USD resiste in corrispondenza della base del canale di trend ribassista da settembre a gennaio, i livelli tecnici sono neutrali. Permangono barriere per le opzioni a 1,51; il MACD entrerà in zona rialzista in caso di chiusura giornaliera superiore a 1,5082 e dovrebbe segnalare un’inversione rialzista di breve termine. La violazione sotto la linea di base tendenziale (1,4903) suggerisce un’estensione fino a 1,4814 (minimo del 9 luglio 2013).

In Giappone, a dicembre il deficit commerciale è sceso da 893,5 (dato rivisto) a 660,7 miliardi di yen, soprattutto a causa della flessione dei prezzi energetici. A Davos, Kuroda (BoJ) ha detto che, nonostante il deprezzamento dell’EUR/JPY, l’obiettivo di crescita rimane ancorato al 2% per il 2015. I cross con lo JPY hanno aperto la settimana con ordini d’acquisto migliori. L’USD/JPY è salito a 118,20. Sempre nel tentativo di superare la resistenza costituita dal massimo della nuvola giornaliera di Ichimoku (118,24), gli indicatori di trend e momentum sono ora pronti a entrare in zona rialzista, una volta raffreddate le pressioni al ribasso sull’EUR/JPY. Una chiusura giornaliera superiore a 118,35 (linea di base di Ichimoku) dovrebbe rafforzare l’appetito per un JPY più debole contro l’USD. Le pressioni stringenti sull’EUR/JPY hanno spedito la coppia a 130,15 in apertura di settimana (minimo da giugno 2013).

L’AUD/USD ha continuano a indebolirsi, scendendo a 0,7855 prima dell’IPC riferito al quarto trimestre (in programma il 28 gennaio). Un calo dell’inflazione dovrebbe corroborare le scommesse su un potenziale taglio dalla RBA. Si osserva un supporto di breve termine a 0,7824 (base del trend ribassista da ottobre a gennaio). Sopra gli 80 centesimi si stanno formando solide barriere. La coppia NZD/USD tende al ribasso verso 0,7406, perché la RBNZ dovrebbe mantenere invariato il tasso OCR al 3,50%, ma addolcire la sua posizione da falco alla riunione del 28 gennaio. Il giudizio è negativo per l’NZD, il prossimo supporto si colloca a 0,7335 (61,8% di Fibonacci sul rialzo dal 2009 al 2011).

Come emerso dal dato diffuso venerdì, l’IPC canadese è sceso allo 0,7% su base mensile a dicembre, più del previsto. L’IPC a è sceso all’1,5% dal 2,0%, fornendo alla BoC una giustificazione per tagliare il tasso questa settimana. L’USD/CAD è salito a 1,2460 e c’è ancora potenziale al rialzo. Si sta formando un supporto a 1,2205 (76,4% di Fibonacci sulle vendite dal 2009 al 2011). La resistenza chiave di medio termine giace a 1,2734 (massimo del 2005), seguita da 1,3065 (massimo del 2009).

Oggi gli operatori monitoreranno i seguenti dati: IPP m/m e a di dicembre in Spagna; indice IFO su clima delle aziende, valutazione attuale e previsioni di gennaio in Germania; prestiti BBA per l’acquisto di abitazioni di dicembre nel Regno Unito; indice sull’attività manifatturiera di gennaio della Fed di Dallas.

Lunedì, 26 Gennaio, 2015