Mentre i mercati elaborano la mossa inaspettata di Bernanke, per gli operatori inizia una giornata molto impegnativa.

I mercati forex sono ancora estremamente volatili, dopo la decisione inaspettata di ieri della Fed di posticipare il tapering (riduzione) degli acquisti di asset. Riepilogando, la Fed ha deciso di non ridurre l’allentamento quantitativo (QE), inviando un chiaro segnale accomodante, deludendo le attese del mercato, che prevedeva una riduzione nell’ordine di 5-15 mld (noi avevamo previsto un taglio pari a 15 mld USD). L’USD/JPY è crollato a 97,76 da 98,91, ma poi ha lentamente trovato acquirenti che hanno fatto risalire la coppia a 98,48. Nel breve periodo, il calo / appiattimento dei rendimenti dei titoli del Tesoro USA dovrebbe continuare a pesare sull’USD/JPY. Tuttavia, il forte rally del rischio nei mercati emergenti suggerisce che gli investitori continueranno a puntare sulle operazioni di carry trade alimentate dallo yen. Dopo il calo immediato, in Asia il rendimento dei decennali americani si è appiattito intorno al 2,69%. L’EUR/USD ha perso le staffe dopo l’annuncio della Fed, impennandosi a 1,3545 da 1,3350 e continua a trovare buoni ordini d’acquisto all’apertura dei mercati in Europa. Una volta passata la concitazione, la coppia NZD/USD aveva compiuto un rally superiore al 2%, salendo a 0,8410. Il rally rialzista è stato sostenuto dai solidi dati interni; il PIL del secondo trimestre t/t è cresciuto dello 0,2% contro lo 0,1% previsto, mentre la crescita media annua si è attestata al +2,7% a fronte del +2,4% previsto. Per quanto riguarda le valute dei mercati emergenti in Asia, l’INR ha compiuto un rally del 2,6% salendo a 61,7 e la coppia USD/KRW (won sudcoreano) è calata dell’1,0%. Com’era prevedibile, i mercati azionari hanno reagito energeticamente alla notizia che la Fed avrebbe continuato a pompare liquidità a pieno ritmo. Dopo la seduta di Wall Street, che ha raggiunto nuovi massimi storici, il Nikkei ha guadagnato l’1,80% (nonostante il rialzo dello yen), l’Hang Seng l’1,63% e Singapore l’1,5% (Cina, Taiwan e la Corea sono chiuse per festività). È evidente che la mossa accomodante di Bernanke indica che non è pronto a danneggiare la fragile ripresa americana procedendo con un restringimento della politica, anche se i dati economici e i toni della conferenza stampa suggeriscono che il tapering inizierà entro dicembre. Detto questo, la Casa Bianca ha nominato ufficialmente la vice presidente Janet Yellen come candidato alla presidenza della Fed, e ciò fa intuire che potrebbe insediarsi un altro regnante accomodante.

Mentre i mercati elaborano la mossa inaspettata di Bernanke, per gli operatori inizia una giornata molto impegnativa. I mercati attendono notizie dalla BNS, i dati sulla bilancia commerciale svizzera, la decisione della Norges Bank, le cifre sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito, e, per quanto riguarda gli Stati Uniti, le richieste iniziali di disoccupazione, l’indice della Fed di Philadelphia e le vendite di case esistenti. Le vendite al dettaglio di agosto nel Regno Unito dovrebbero mostrare un lieve indebolimento su base mensile, dopo il dato solido di luglio. Tuttavia, l’aumento degli ordinativi registrato dalla CBI, in un clima di generale miglioramento dei dati sui consumi, potrebbe suggerire una possibile sorpresa al rialzo. Rimaniamo rialzisti sulla GBP sull’onda del mancato “tapering” e del miglioramento dei dati economici. L’annuncio sui tassi della BNS non dovrebbe riservare sorprese; si prevede il mantenimento della soglia a 1,20 per l’EUR/CHF e della fascia obiettivo per il Libor a tre mesi fra lo 0,0% e lo 0,25%. Il mercato prevede un calo del surplus commerciale svizzero di agosto a 1,8 mld CHF, rispetto ai 2,4 mld CHF di luglio; guardando al miglioramento delle stime globali, osserviamo che, a partire da quel mese, la ripresa delle esportazioni ha subito un calo. Infine, per quanto riguarda l’Europa, la Norges Bank dovrebbe tenere i tassi fermi all’1,50%, anche se probabilmente adotterà toni da falco sull’onda dell’aumento dell’inflazione. Nei mercati emergenti, la banca centrale sudafricana (SARB) dovrebbe mantenere i tassi invariati al 5,0%, in linea con le attese del mercato, e il rand sudafricano (ZAR) dovrebbe trovare supporto grazie alla sorpresa accomodante della Fed.

Giovedì, 19 Settembre, 2013