Il complesso EUR è stato colpito duramente dalle notizie sulla linea dura della BCE nei confronti della Grecia.

La PBoC ha dato seguito alla tendenza espansiva in auge tagliando il coefficiente di riserva obbligatoria (RRR) di 50 punti base, portandolo al 19,50% dal 5 febbraio. Molti ritenevano che il taglio sarebbe avvenuto in prossimità del Capodanno cinese (19 febbraio), viste le ristrettezze di liquidità stagionale e l’utilizzo più frequente di strumenti di liquidità di medio termine. Secondo noi, la decisione non è tanto legata al timore di strozzature nell’accesso al credito; l’intento delle autorità cinesi è piuttosto dare un segnale che il 2015 sarà l’anno della pro-attività. In passato non si è intervenuti sul coefficiente RRR per il suo effetto su un’economia sbilanciata. Esso avrebbe potuto frenare il tanto desiderato riequilibrio strutturale e stimolare bolle nel settore immobiliare. Tuttavia, i dati delle ultime settimane (fra cui i PMI complessivi e servizi ai minimi da 6 mesi) sono evidentemente più preoccupanti e hanno richiesto misure di allentamento efficaci. Si stima che questa mossa inietterà circa 600 miliardi di RMB nel sistema. Sospettiamo che il taglio del coefficiente RRR invierà un messaggio forte, facendo aumentare la fiducia e migliorando la propensione al rischio delle banche (i tagli dell’RRR hanno un effetto a lungo termine). Permetterà anche ai catalizzatori storici della crescita cinesi di rimettersi in moto, nonostante gli sforzi volti a tenere sotto controllo la vecchia economia. La mossa frenerà il restringimento dovuto ai deflussi di liquidità e quindi proteggerà anche la stabilità del sistema finanziario. A nostro avviso, la PBoC non si fermerà qui: prevediamo altri due tagli da 25 punti base nel 2015. Gli investitori chiedono ulteriori interventi, dopo che oggi i PMI complessivi di Shanghai e Shenzhen hanno fatto registrare un calo.

Il complesso EUR è stato colpito duramente dalle notizie sulla linea dura della BCE nei confronti della Grecia. Il consiglio direttivo della BCE ha annullato la deroga finora in vigore, che garantiva requisiti di rating di credito minimi per gli strumenti di debito emessi dalla Grecia. Questa deroga aveva permesso l’utilizzo del debito greco, anche se non soddisfaceva i requisiti minimi, nelle operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema. Attraverso un comunicato, il consiglio direttivo ha detto che la decisione si basa sul fatto che la revisione del programma di aiuti potrebbe non avere esito positivo (vista la richiesta di negoziati della Grecia). L’EUR/USD è sceso in caduta libera da 1,1420 a 1,1347 e poi a 1,1305 in avvio di seduta in Asia, prima che ritornassero marginali ordini d’acquisto. L’EUR/GBP è calato a 0,74500 e l’EUR/CHF si è stabilizzato fra 1,0475 e 1,0505 dopo il movimento ribassista in scia alle notizie su BCE e Grecia. L’azione della BCE dimostra che, sebbene le foto di politici sorridenti vadano benissimo per le prime pagine (oggi seguite l’incontro fra il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble e il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis), permane ancora un divario incompatibile fra la Grecia e le autorità dell’UE e della Troika. Inoltre, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha lasciato intendere che l’attuale tour diplomatico non sta conquistando sostenitori in Europa, dicendo che “non credo che le posizioni sulla Grecia degli stati membri appartenenti all’Eurozona divergano, per lo meno nella sostanza”. Tsipras ha ritirato le richieste di cancellazione del debito greco, perché i membri dell’UE hanno respinto senza condizioni questa idea; le sue promesse sulla spesa rendono difficile il rimborso del debito attuale. In scia a questi sviluppi, i rendimenti dei titoli greci si sono impennati, il decennale scambia sopra l’11% (dal 4,47%).

Giovedì, 05 Febbraio, 2015