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L’USD acquisisce slancio in vista del rapporto ADP

Mercoledì, 04 Novembre, 2015


Rapporto sul lavoro non così importante come si pensa

di Arnaud Masset

Il rapporto ADP di oggi fornirà una prima indicazione sul dato sulle buste paga non agricole (NFP) di venerdì. Il dato NFP di questa settimana, e anche quelli di dicembre, saranno considerati dai partecipanti al mercato un grosso aiuto per valutare le probabilità di un decollo dei tassi della Federal Reserve a dicembre. Il dato ADP di ottobre dovrebbe attestarsi a 180 mila unità, leggermente inferiore alle 200.000 del mese scorso.

Secondo noi, il mercato sopravvaluta l’importanza dei dati NFP quando tenta di prevedere le decisioni di politica monetaria. Negli ultimi mesi, il mercato del lavoro ha mostrato un miglioramento significativo, ma la Fed non è intervenuta. Riteniamo che i livelli d’inflazione e le prospettive dell’economia globale - soprattutto quando hanno un impatto diretto sugli USA – siano più rilevanti quando si cerca di prevedere la prossima mossa di Yellen. E dunque, a che punto siamo? L’indice sull’inflazione preferito dalla Fed, il deflatore core del PCE, a settembre è rimasto stabile all’1,3% a, sotto l’1,4% delle previsioni medie. Se si guarda all’indicatore che include i prezzi più volatili, come i prezzi dell’energia e dei generi alimentari, il quadro peggiora ulteriormente, i prezzi sono cresciuti solo dello 0,2% a.

Infine, se consideriamo i “fattori esterni” e il cosiddetto terzo mandato della Fed, ci accorgiamo che anch’essi non sostengono un rialzo del tasso a dicembre. In primo luogo, gran parte delle banche centrali ha adottato un’impostazione accomodante e pensa addirittura a un’espansione degli stimoli. La scorsa settimana la Riksbank ha aumentato l’entità del suo QE e la BCE ha detto chiaramente che una proroga o un aumento del programma di acquisto di bond è solo una questione di tempo. Inoltre, anche se la BoJ continua a mostrarsi ottimista sull’economia, la banca centrale continua a mancare i suoi obiettivi… La Fed quindi è sola contro tutti. Supponiamo comunque che Yellen, per qualche motivo, decida di alzare i tassi: tassi d’interesse più alti negli USA si traducono in un dollaro più forte, e quindi in un calo dell’inflazione. La Fed non vuole dover combattere con la minaccia della disinflazione.

Mercoledì, 04 Novembre, 2015
 

 

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