Ora inizia la parte divertente. Dopo mesi di speculazioni, il partito radicale Syriza ha ormai preso il potere ad Atene. L’obiettivo di rimanere all’interno dell’euro mentre cerca anche di rovesciarne le condizioni di adesione potrebbe testare la leadership dell’Unione europea. EUR/USD, in rialzo dello 0,24%, si trova ai minimi pluriennali contro il dollaro, in parte a causa del potenziale di caos che il risultato delle elezioni ha scatenato.

Ma la nostra valuta potrebbe andare molto più in basso. Perché? Ci sarà un gioco di politica del rischio calcolato tra Bruxelles e Atene prima che un compromesso possa venire elaborato. La vittoria di Syriza incoraggerà altre parti antiausterity, in particolare in Spagna, inoltre la Banca centrale europea lancerà un nuovo quantitative easing.

L’euro potrebbe scendere sotto la parità contro il dollaro entro la fine dell’anno, e nel caso in cui lo facesse realmente, sarà un affare per gli investitori stranieri.

Il mandato fissato dal nuovo primo ministro greco Alexis Tsipras è stato decisivo. Egli ha sonoramente battuto il centro-destra e ora governa in coalizione con un piccolo partito di estrema destra, che è ancora più determinata nella sua opposizione al pacchetto di austerità in Grecia, accettato in cambio di un piano di salvataggio.

Nel corso delle prossime settimane, si tenterà di rinegoziare i termini di tale piano di salvataggio, il rinvio o la ri-pianificazione del debito del paese, dando spazio al governo per aumentare i salari e le prestazioni sociali, al fine di portare il Paese fuori dalla recessione più selvaggia che il paese ha vissuto dal 1930.

Il mercato ha preso – forse sorprendentemente – una bella falcata dato che il risultato è stato così ampiamente previsto. I rendimenti dei titoli greci sono saliti vertiginosamente, ma nel resto degli stati periferici dell’eurozona a malapena si sono mossi. L’euro ha mostrato una piccola reazione e i titoli azionari sono stati scambiati come se fosse un giorno normale.

Nel corso dei prossimi tre mesi, però, l’euro potrebbe rischiare molto, in primo luogo che ci sarà una partita dura tra Bruxelles, Berlino e Atene. Non c’è modo di mettere fino a questo pasticcio senza minacce di “guerra” da entrambe le parti. Il vero problema non sarà il peso del debito greco, dato che i termini di pagamento sono già stati estesi e il pagamento degli interessi ridotto, così che i pagamenti annuali siano poco onerosi. La battaglia sarà sui piani di Syriza per rigonfiare l’economia aumentando ancora la spesa statale, cercando di farlo in un modo che i tedeschi, in particolare, potrebbero non approvare, ovvero aumentando i salari del settore pubblico, sollevando il salario minimo e aumentando i benefici.

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Giovedì, 29 Gennaio, 2015