La ripresa economica in Italia è stata in stallo nel secondo trimestre, dando un duro colpo al premier Matteo Renzi e alla sua campagna per il referendum il prossimo autunno sulla riforma costituzionale, il quale potrebbe determinare il suo futuro politico.

Secondo i dati diffusi dall’Istat, il prodotto interno lordo del nostro paese è rallentato dallo 0,3 per cento nel primo trimestre ad una lettura piatta nel secondo trimestre, ben al di sotto delle previsioni dello 0,2 per cento di crescita da parte degli economisti.

Le prestazioni inaspettatamente deboli per l’Italia hanno contribuito al rallentamento complessivo della crescita della zona euro. I dati relativi al PIL dell’UE dei 19 paesi, hanno mostrato che la crescita è aumentata dello 0,3 per cento sul trimestre e dell’1,6 per cento anno su anno, confermando le stime preliminari di luglio.

Dei dati separati dalla Germania hanno dimostrato che la potenza economica della regione non è riuscita a soddisfare le attese di inizio anno, ma il rallentamento è stato meno drastico di quanto molti avevano temuto.

La più grande economia della zona euro è cresciuta dello 0,4 per cento nel secondo trimestre, secondo Destatis, agenzia di statistiche tedesca. Anche se inferiore all’espansione dello 0,7 per cento registrata nel trimestre precedente, si tratta di un risultato migliore di quanto gli economisti avevano, in media, previsto (0,2 per cento).
Anche dopo che il governo italiano ha contribuito a mettere in piedi un salvataggio privato per il Monte dei Paschi di Siena, ci sono delle preoccupazioni che Roma potrebbe dover iniettare fondi pubblici negli istituti finanziari.

Questo a parte, le prospettive più tetre delle finanze pubbliche italiane, che sono appesantite da un carico pesante sul debito accumulato nel corso degli anni, sono molto pesanti per il popolo italiano e per la nostra economia, un dato che potrebbe far cadere ogni speranza di futuro taglio delle tasse.

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Venerdì, 12 Agosto, 2016