Il cambio Euro/Dollaro USA è sceso da 1.3832 di settimana scorsa a 1.36 di oggi.

Il Dollaro USA si rafforza nei confronti delle principali valute dopo le dichiarazioni della Federal Reserve, mentre l’Euro si indebolisce a seguito di dati economici inferiori alle attese in Europa.
Il cambio Euro/Dollaro USA è sceso da 1.3832 di settimana scorsa a 1.36 di oggi.
30 ottobre. La Federal Reserve lascia i tassi d’interesse USA invariati allo 0.25% e mantiene gli acquisti di Treasury Bond, 45 miliardi di dollari al mese, e Mortgage Backed Securities, 40 miliardi al mese, rinviando la riduzione (“tapering”) degli stimoli monetari, in attesa di maggiori conferme sulla “moderata” ripresa economica in atto.
Il mercato si attendeva una rassicurazione esplicita sul rinvio del “tapering”, cosa che la Fed non ha fatto. Al contrario, la Fed ha ribadito che l’attività economica “ha continuato a espandersi a un ritmo moderato, e gli indicatori sul mercato del lavoro sono in miglioramento” nonostante il livello di disoccupazione ancora elevato e un rallentamento dell’attività immobiliare.
Ciò è bastato per far invertire rotta al dollaro che nelle ultime settimane si era indebolito.
Negli ultimi mesi, ogni “brutta notizia” (dati macro, debito USA, shutdown) è stata interpretata come elemento a favore di un sostegno monetario prolungato da parte delle Banche Centrali. Semplificando, stampa di denaro.
I mercati azionari amano la liquidità e sono puntualmente saliti in corrispondenza dell’uscita di dati economici inferiori alle attese (incredibile, ma vero!), mentre il Dollaro USA si è svalutato “temendo” ulteriori interventi della FED.
Negli USA nelle ultime settimane: vendite al dettaglio -­‐‑0.1%, vendite di case -­‐‑5.6%, sentiment dei consumatori in calo a 73.2 anziché 75.8, ordini di beni durevoli -­‐‑0.1 inferiore al +0.6% previsto, indice PMI dell’attività manifatturiera 51.1 anziché 52.8.

In Europa, i dati macro usciti oggi hanno accelerato l’indebolimento dell’Euro nei confronti del Dollaro USA e delle altre valute.
Disoccupazione europea al 12.2 %, superiore alle previsioni già negative di un 12%.
In Germania, “locomotiva” d’Europa, la disoccupazione è salita al 6.9%, i dati peggiori dal 2011, vendite al dettaglio -­‐‑04% (inferiore alle previsioni di un +0.5%), GFK German Consumer Climate, indice di fiducia dei consumatori tedeschi, inferiore alle attese a 7, anziché 7.3, indice CPI dei Prezzi al Consumo a 0.7% inferiore all’1.1% previsto. Scenario deflattivo.
In Italia la disoccupazione è al 12.5% con un tasso record del 40.4% per i giovani, i dati peggiori dal 1977. L’attenzione del mercato dovrebbe spostarsi dai problemi USA (rinviati all’inizio 2014) a quelli dell’Area Euro.
Attendiamo un ulteriore recupero del Dollaro USA contro Euro nel corso delle prossime settimane.
Il cambio Euro/Dollaro USA è sceso da 1.3832 del 25 ottobre 2013 a 1.3600 di oggi.
La discesa dell’Euro sotto il minimo di settimana scorsa 1.3649 è un segnale di debolezza che, se confermato in chiusura di settimana, dovrebbe proiettare l’Euro in area 1.3500-­‐‑1.3450 nel breve, livelli da cui è probabile un rimbalzo tecnico.
In caso di discesa sotto 1.3450, avremo una correzione più profonda, con obiettivo 1.3360-­‐‑1.3200, livelli importanti sotto i quali avremmo una inversione di tendenza settimanale da rialzo a ribasso. Strategicamente, si suggerisce comprare Dollari sulla debolezza, facendo riferimento ai livelli qui di
seguito:

Giornaliero:
livelli di vendita Euro (acquisto dollari): 1.3750-­‐‑1.3800
livelli di acquisto Euro (vendita dollari): 1.3520-­‐‑1.3480

Settimanale:
livelli di vendita Euro (acquisto dollari): 1.3850-­‐‑1.3950
livelli di acquisto Euro (vendita dollari): 1.3480-­‐‑1.3345-­‐‑1.3200
Grafico settimanale del cambio Euro/Dollaro USA dal novembre 2011 al 31 ottobre 2013

Andrea De Gaetano
Senior Portfolio Manager.

Venerdì, 01 Novembre, 2013