Sui mercati valutari, l’USD ha continuato a guadagnare terreno dopo che la Fed ha lasciato aperta la possibilità di dare avvio al tapering a dicembre.

Sui mercati valutari, l’USD ha continuato a guadagnare terreno dopo che la Fed ha lasciato aperta la possibilità di dare avvio al tapering a dicembre. Dopo l’annuncio del FOMC, l’EUR/USD è sceso a 1,3689 da 1,3740, mentre l’USD/JPY ha compiuto un rally aggressivo a 98,68 prima di calare a 98,27 (reazione tiepida alla politica invariata della BoJ). L’USD/NZD è sceso a 0,8233, anche se la RBNZ ha mantenuto l’impostazione restrittiva. La banca centrale neozelandese ha tuttavia evidenziato due punti, ovvero tasso di cambio e possibile impatto dei recenti cambiamenti a livello macro, che renderebbero la banca più flessibile nella tempistica dei rialzi. Gli indici regionali asiatici hanno ceduto terreno dopo il calo dello 0,5% dell’S&P. Il Composite di Shanghai ha chiuso a -0,87%, l’Hang Seng a -0,52% e il Nikkei a -1,52%. I rendimenti dei titoli di stato nipponici (JGB) sono in lieve rialzo mentre in Cina la PBoC ha invertito le operazioni pronti contro termine in acquisto (repo) per far abbassare ulteriormente i tassi.

Il comunicato di ottobre del FOMC è risultato lievemente meno accomodante di quanto previsto dal mercato, ma in linea con le nostre attese. Non sono state apportate modifiche al tasso di politica monetaria, né aggiustamenti agli acquisti di asset da 85 mld USD. Il comitato ha modificato leggermente il comunicato, mantenendo la frase chiave “ha deciso di attendere ulteriori conferme che il progresso sarà sostenuto prima di rivedere il ritmo degli acquisti”. Secondo noi, ciò significa che la Fed si sta avvicinando al tapering ma non è ancora pronta a farlo partire. L’aspetto più interessante del comunicato è l’assenza di riferimenti allo shutdown del governo USA e alle possibili ricadute sulla crescita. Dal nostro punto di vista, il comunicato di ottobre indica che il tapering a dicembre rimane una possibilità concreta, anche se riteniamo che il rallentamento dei dati (riferiti al mercato immobiliare e alla ripresa del mercato occupazionale) farà scivolare la riduzione degli acquisti di asset a marzo.

Come ampiamente previsto, stanotte la RBNZ ha mantenuto la sua impostazione restrittiva. Nel comunicato è stata aggiunta una nuova frase riguardante il dollaro neozelandese (NZD): “Una crescita sostenuta nel tasso di cambio, che genera una pressione inflattiva minore, darebbe alla banca maggiore flessibilità nella tempistica e nell’entità di futuri aumenti del tasso OCR”. In Australia, i permessi di costruzioni sono aumentati del 18,6% a settembre, e il dato di agosto è stato rivisto al rialzo, dal 7,7% del rilevamento precedente all’11,1%. In Giappone, la BoJ ha mantenuto invariata la sua politica come previsto. Gli operatori si preparano a seguire con attenzione il discorso del governatore Kuroda su politica ed economia.

Oggi saranno pubblicati molti dati. Durante la seduta europea, gli operatori si concentreranno sulla stima flash relativa all’indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) di ottobre dell’Eurozona e, in Germania, le vendite al dettaglio di settembre potrebbero mostrare un aumento dello 0,4% m/m. Per l’Italia, il mercato prevede un aumento della disoccupazione, dal 12,2% al 12,3%, per il mese di settembre. Durante la seduta USA, le richieste iniziali dovrebbero scendere di 12.000 unità a 338K, mentre il PMI di Chicago di ottobre dovrebbe calare da 55,7 a 55 punti. In Canada, i dati sul PIL di agosto dovrebbero mostrare un incremento dello 0,1% m/m anche se, dopo la revisione al ribasso delle previsioni sul PIL annunciata dalla BoC la scorsa settimana, questa cifra non sarà molto importante.

Giovedì, 31 Ottobre, 2013