L’euro è sceso contro il dollaro oggi nell’attesa dei dati del mercato del lavoro degli Stati Uniti, che saranno pubblicati nel corso della giornata e che potrebbero rafforzare la decisione della Federal Reserve di considerare il rialzo dei tassi di interesse intorno alla metà di questo anno. L’euro è sceso dello 0,1 per cento arrivando a 1,1469 dollari dopo essere salito del 1,2 per cento il giorno precedente. L’ascesa dell’euro di ieri è stata anche aiutata dai rapporti che la Banca centrale europea ha deciso di dare alla banca centrale nazionale della Grecia in termin di finanziamento di emergenza per le banche elleniche.

L’euro ha visto delle oscillazioni taglienti nelle sessioni più recenti, essendo caduto all’inizio della settimana dopo che la Banca centrale europea ha sbalordito gli investitori adottando una linea dura dicendo che non avrebbe accettato titoli greci come garanzia. La situazione greca rimane un fattore chiave, almeno fino alla scadenza degli aiuti prevista per il 28 febbraio. Lo sviluppo potrebbe toccare il picco la prossima settimana e potrebbe portare ad un altro giro di sconvolgimenti nel mercato. Per ora possiamo allontanarci dalla Grecia e concentrarci sui lavori degli Stati Uniti, che possono fornire la possibilità di rallentare la chiusura delle posizioni long sul dollaro.

Un’altra solida lettura del libro paga degli USA, accoppiata con una possibile ripresa della crescita dei salari, può rilanciare il “buck” in vista dell’aumento dei tassi da parte della Federal Reserve, cosa che potrebbe essere considerata già a metà di questo anno. I libri paga non agricoli probabilmente aumenteranno di 234.000 unità dopo essere saliti di 252.000 unità nel mese di dicembre secondo un sondaggio Reuters da parte degli economisti. Sarebbe il 12° mese di seguito di guadagni sopra le 200.000 unità, la striscia più lunga dal 1994.

Il mercato potrebbe mostrare una reazione brusca nel caso in cui l’aumento in libri paga non agricoli dovesse essere inferiore a 200.000 unità e tali risultati potrebbero portare a un bel po’ di volatilità.

L’indice del dollaro, dato che misura il valore del biglietto verde contro un paniere di principali valute, è rimasto stabile a 93,556. L’indice del dollaro si è ritirato nel corso delle ultime due settimane dopo aver colpito un massimo di 11 anni a quota 95,481 lo scorso 23 gennaio. Contro lo yen, il dollaro è sceso dello 0,2 per cento a ¥ 117,32 rimanendo all’interno di un range di circa tra 116,00 e 119,00 yen, visto da metà gennaio.

Il dollaro australiano è aumentato dello 0,4 per cento a 0,7827 dollari con una salita dopo la dichiarazione trimestrale della Reserve Bank australiana che non sembrava così dovish come alcuni avevano previsto.

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Venerdì, 06 Febbraio, 2015