Alla fine, come anticipato, Mario Draghi ha annunciato il Quantitative Easing anche per l’eurozona.

Alla fine, come anticipato, Mario Draghi ha annunciato il Quantitative Easing anche per l’eurozona. I dettagli tecnici sono ormai noti a tutti, anche se la necessità di raggiungere un compromesso per non scontentate troppo gli spiriti teutonici avversi, ha azzoppato parzialmente la grandeur della BCE che è sì la Banca Centrale Europea, ma che non corona appieno il sogno di diventare anche “prestatore di ultima istanza” dell’eurozona.

Poco male, il programma avrà inizio in Marzo, proprio dopo le elezioni in Grecia che determineranno il destino del paese mediterraneo: in caso di vittoria nettissima di Syriza, il rischio è che l’agnello ellenico venga sacrificato sull’altare dell’Europa come monito a tutti circa i rischi che possono derivare dal non mantenere gli impegni con BCE, Commissione Europea e FMI. La campagna elettorale si presenta già accesissima e l’assist di Draghi al partito del premier uscente Samaras (in sostanza si legge: Grecia fuori se segue Syriza ndr) potrebbe aiutare Nea Democratia a serrare i ranghi e ritornare a controllare il paese ed evitare ai greci la miseria di un nuovo default.

Sul fronte commodities, la morte del Re Saudita, lascia spazio al figlio particolarmente vicino agli americani. Si rinsalda così un rapporto che era andato deteriorandosi negli ultimi anni con buona pace per i prezzi del greggio che tornano in area 46.50 dollari/barile in un’area di equilibrio che sarà favorevole sia ai Sauditi che potranno contare sul mantenimento della loro fetta di mercato, sia agli americani che non dovranno più preoccuparsi di oscillazioni di prezzo incontrollate che metterebbero a rischio le compagnie shale americane. Ovviamente poco importa se gli altri paesi OPEC saranno messi fuori mercato: il patto d’acciaio, anzi d’oro (nero) è rinsaldato e destinato a durare.

Market movers

Alle 9:30 il dato preliminare PMI manifatturiero tedesco atteso a 51.7 dal 51.2 precedente, mentre il preliminare PMI servizi riferito alla Germania dovrebbe mostrare un’accelerazione a 52.5 dal 52.1 della rilevazione scorsa.

Alle 10:00 il dato preliminare PMI manifatturiero dell’eurozona è atteso a 51.8 dal 51.4 precedente, mentre il preliminare PMI servizi dovrebbe attestarsi a 52.0 dal 51.6 precedente. L’indicatore PMI Markit composito è atteso a 51.8 dal 51.4 precedente.

Alle 10:30 nel Regno Unito sulle vendite al dettaglio è atteso a 3.0% dal 6.4% scorso per il dato annualizzato, mentre la rilevazione mese su meso è atteso a -0.6% dal 1.6% della lettura precedente.

Alle 14:30 in Canada il dato sull’inflazione core è atteso a -0.3% dal -0.2% della lettura precedente. Il dato sulle vendite al dettaglio core dovrebbe attestarsi a 0.5% dallo 0.2% della rilevazione scorsa.

Alle 16:00 negli Stati Uniti il dato sulle vendite di case esistenti è atteso a 5.06 milioni di unità dai 4.93 milioni della rilevazione precedente.

EURUSD

L’ultimo giorno di contrattazioni della settimana di apre in Europa con nuovi ribassi sulla moneta unica che dopo l’annuncio dell’inizio del Quantitative Easing a firma Mario Draghi perde nuovamente terreno portandosi sul livello di 1.1280 nel rapporto con il biglietto verde. Dopo la performance peggiore delle attese dei dati tedeschi sui PMI manifatturiero e servizi, i dati aggregati riferiti all’eurozona hanno parzialmente corretto il tiro limitando i danni, ma consegnando lo scenario ad un’impostazione ribassista anche per la giornata di oggi.

GBPUSD

La sterlina inglese, legata a doppia mandata all’euro durante la fase di definizione della politica monetaria della BCE nella giornata di ieri ha lasciato, come da manuale, il range di oscillazione nell’intorno di 1.5150, violando al ribasso anche il limite minimo a 1.5050 (grafico) e attestandosi in queste prime ore di contrattazioni in Europa in area 1.4970, in attesa dei dati sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito e i dati sul comparto immobiliare negli Stati Uniti.

USDJPY

Lo yen, come anticipato ieri ha ripreso il percorso di indebolimento con il rapporto USDJPY che si porta in area 118.20 nelle prime ore di contrattazioni in Europa, dopo essere stato ai massimi relativi in area 118.80 anche sull’onda della performance del mercato azionario con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che chiude a +1.05%.

Venerdì, 23 Gennaio, 2015