L’ex capo della Bundesbank, Axel Weber, ha messo in dubbio la redditività futura dell’euro se i paesi non seguono la Germania e non impongono delle riforme strutturali per aumentare i tassi di crescita a più lungo termine.

Il quantitative easing da parte della Banca centrale europea è sato definito da Weber come una cosa incompleta senza un aiuto politoco. Se i paesi non faranno delle riforme egli ha detto che “ci saranno sempre delle domande circa la fattibilità del progetto e l’Europa non ha fatto abbastanza per dissipare queste preoccupazioni.”

Weber ha rilasciato un resoconto dei problemi nella zona euro e ha ammesso le responsabilità dei governi di riformare, piuttosto che un’azione insufficiente da parte della banca centrale. Egli ha detto di aspettarsi un “programma considerevole” in termini di QE, aggiungendo che però il “vero problema è la BCE, che ha costantemente comprato il tempo necessario ai responsabili politici europei di risolvere il problema”. Le politiche di riforma strutturale sono insufficienti, soprattutto nella periferia della zona euro – Italia, Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo.

La BCE può essere d’aiuto solo parzialmente, in parte perché più si dà incentivo ai governi e meno essi si impegnano per cercare delle soluzioni. La zona euro ha bisogno di continuare a lavorare all’integrazione e ha bisogno di portare avanti delle riforme politiche, se ciò non accade il progetto della moneta unica – che aveva dei vantaggi – diventa sempre più un progetto difficile da eseguire.

I commenti di Weber hanno fatto eco alle imprese tedesche. Ulrich Grillo, presidente dell’associazione dell’industria tedesca, ha detto che la politica monetaria ha poco impatto senza le giuste riforme economiche nei paesi della zona euro colpiti dalla crisi: solo questa mossa migliorerà la situazione economica europea. Grillo ha sostenuto che gli stati più vulnerabili hanno già avuto abbastanza soldi a dei bassi tassi di interesse. Tuttavia, ha aggiunto che la BCE non aveva altra scelta di andare avanti con il QE a causa delle aspettative che ha creato nei mercati.

Gli avvisi di Weber sul futuro della zona euro sono stati ripresi, ma da una prospettiva diversa, da Matteo Renzi, il primo ministro dell’Italia. Egli ha accettato la necessità di fare delle riforme strutturali a casa, ma ha detto che ci deve essere anche una nuova idea di ciò che è importante in Europa, piuttosto che concentrarsi su della tenace austerità. Renzi ha detto che “l’Europa non sta andando nella giusta direzione. Questo è il momento in cui la direzione europea dovrebbe sottolineare l’importanza della crescita e degli investimenti pubblici e privati, non solo della disciplina di austerità”.

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Martedì, 10 Febbraio, 2015