Vincono gli unionisti in Scozia e la FED assicura tassi vicini ai minimi per un tempo considerevole. Due buone notizie per i mercati Europei ed USA.

Vincono gli unionisti in Scozia e la FED assicura tassi vicini ai minimi per un tempo considerevole. Due buone notizie per i mercati Europei ed USA che reagiscono positivamente ma con molta cautela, chiudendo alla fine su prezzi non lontani dalla settimana precedente. Italia eccezione negativa tra le grandi, dopo le nuove stime PIL OCSE al ribasso. Prosegue il crollo delle materie prime ed il rafforzamento del dollaro.

USA: due nuovi record per SP 500 (+1,3% a 2010 punti) e Nasdaq (+0,8%). Accolte positivamente le parole della Yellen ma senza particolari entusiasmi, ed è intanto confermata la fine del QE per ottobre. Nessuna novità grafica sull’SP500 in ordinato aumento. 2030 al rialzo e 1965 al ribasso i livelli da monitorare per la settimana entrante.

Europa: rialzi resi limitati dal forte ritracciamento di venerdì. Eurostoxx +1,2%, Dax +1,5%, Francia +0,4%, Spagna +1,1% e Portogallo +0,1%. Neanche UK festeggia al momento più di tanto, con un limitato +0,5% e sotto i massimi.
I mercati europei mantengono una impostazione in generale rialzista, con l’eccezione di Grecia e Portogallo che hanno da qualche settimana abbandonato le loro rispettive trendline di supporto di medio periodo
Partita anche la prima tranche dei finanziamenti TLTRO (per crediti alle imprese), con richieste delle banche sotto le attese (85 miliardi, di cui circa il 28% da banche italiane).
Dax reagisce con precisione dai supporti indicati ed ha di nuovo in vista quota 10.000, ora a circa 2% di distanza. Non cambiano i supporti, comunque un buon segnale la rottura in chiusura di quota 9750

Italia: più incerto il quadro dell’indice Italiano che chiude negativamente con -0,4% a 20972 (brutto venerdì e unica negativa tra le europee assieme alla Grecia). L’OCSE ha rilasciato nuove stime PIL al ribasso sul nostro paese, con 2014 a -0,4%. Massima cautela quindi, necessaria una pronta chiusura sopra i 21500 per fugare i dubbi che il rialzo di agosto non sia un rimbalzo prima di affondi più decisi. Sempre importante la tenuta in chiusura di area 20.700 in caso di ulteriore stabilizzazione in settimana.

Asia Principali: si conferma il trend della scorsa settimana con progressi per il Nikkei (+2,3%) che si avvicina all’area delle resistenze, e ancora segnali negativi da Russia (-3,5%) e Turchia (-1,2%). Stabile l’indice di Shangai sempre in prossimità dei massimi di periodo (ma negativi dati macro di produzione industriale, sotto le attese), e l’India. L’indice turco si avvicina ad importanti supporti (75817), che mantengono l’impostazione rialzista di medio periodo. Eventuali segnali di ripresa del rialzo da questi livelli possono essere sfruttati per tentativi long di breve con stop stretti.

Asia periferici: settimana neutrale per i periferici, con rialzo per Indonesia (+2%) e ritracciamento per il Vietnam (-2% dopo un robusto rialzo). Vicini alla parità Malesia e Tailandia. La stessa Thailandia stabilizza da due settimane sotto la prima resistenza rilevante, in un quadro che si mantiene solido.

Latin America: rimbalza il Brasile (+1,6%) prossimo a nuove elezioni presidenziali, stabilizza il Messico (-0,88%). Indice Bovespa molto volatile e reagisce in prossimità di supporti importanti per il medio periodo, ora localizzabili tra i 55 ed i 56000 punti. 60.000 punti ha per ora respinto l’attacco a nuovi massimi. Quadro generale sempre impostato al rialzo ma la volatilità nel breve rende il posizionamento più complicato

Metalli industriali: pesanti vendite sul comparto, che subisce il dato negativo della produzione industriale cinese. Nickel (-3,8%), Zinco (-3,7%) e Alluminio (-2,6%) in deciso ribasso, tiene meglio la componente principale, il Rame, con un limitato -0,5%. La candela settimanale del Rame non ci fornisce ulteriori informazioni, con supporti settimanali sulla cruciale area 300 e resistenze abbassate a 320.

Metalli preziosi: Oro ai minimi dell’anno chiude a 1216 (-1%), mentre affonda l’Argento (-3,9%) sotto i minimi che tenevano dal giugno 2013. I prezzi dell’oro sono ormai a circa 4% dal terzo test dei minimi di 1180. Dati i livelli di ipervenduto, tra gli scenari possibili anche quello di una “falsa” rottura sull’immediato supporto successivo (intorno ai 1150) per poi una ripresa degli acquisti. Sotto i 1150 in chiusura settimanale quadro molto negativo, con livelli inferiori che sono estremamente distanti (tra 900 e 1000)

Agricoli grains: senza fine il ribasso. Frumento -5,6%, Soia -2,8%, Mais -1,9% ed ancora nessun segnale di inizio ricopertura da parte degli hedge funds (dati C.O.T.). Frumento in caduta libera, con supporti grafici in area 430, ma l’ampiezza di questa ultima gamba ribassista in sviluppo non esclude un potenziale target di lungo periodo a 350 circa (sempre tenendo a mente possibili rimbalzi anche violenti su news)

Agricoli coloniali: il cacao questa settimana unico in controtendenza (+6,7%), ritorna vicino ai massimi di periodo. Continua la negatività sul Cotone (-5,6%), sullo Zucchero (-2%) e sul Caffè (-3,5%), con i prezzi che hanno raggiunto una potenziale area di supporto dinamico, ma senza mostrare alcun indizio di ripresa. Sembra più probabile un approfondimento in area 160, ultimo livello che dopo settimane di saliscendi manterrebbe il quadro ancora rialzista. Sempre a 209 la resistenza. Le prime chiusure di posizioni long da parte degli hedge funds non depongono comunque a favore.

Eur/Usd: ancora una settimana di ribasso con chiusura sui minimi a 1,2828. Ci siamo quindi avvicinati con estrema velocità ad una possibile area di rimbalzo, la già nota 1,275. Resistenze di breve abbassabili ad 1,30, quelle di medio ad 1,3250.

Lunedì, 22 Settembre, 2014