Piazza Affari si è presa una pausa dopo i massimi a quattro anni toccati ieri dall'indice Ftse Mib sopra quota 23.000 punti. L'attenzione degli investitori si trasferisce Oltreoceano dove la Fed domani serà annuncerà la sua decisione di politica monetaria. Saranno soprattutto due le cose da tenere sott’occhio nelle dichiarazioni di Janet Yellen. La prima riguarda l’aggettivo "paziente" in riferimento alla tempistica sul primo rialzo dei tassi, mentre la seconda riguarda il forte apprezzamento del dollaro nei confronti dell'euro. Nell’attesa a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,90% a 22.723 punti.

Prese di beneficio sui titoli del comparto bancario che hanno corso molto nelle ultime sedute: Banco Popolare ha ceduto lo 0,56% a 14,16 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 3,71% a 7,65 euro, Popolare di Milano il 3,28% a 0,942 euro, Intesa SanPaolo l’1,20% a 3,104 euro, Ubi Banca il 2,64% a 6,99 euro, Unicredit l’1,27% a 6,215 euro. In lieve rialzo invece i titoli petroliferi nonostante il petrolio continui a viaggiare sui minimi dall’aprile 2009: Eni ha mostrato un progresso dello 0,45% a 15,31 euro, mentre Saipem è avanzata dello 0,11% a 8,68 euro. Finmeccanica ha lasciato sul parterre il 2,59% a 11,62 euro dopo che l’Ad Mauro Moretti ha ribadito che nel 204 il risultato netto del colosso pubblico, senza contare le operazioni straordinarie, avrà una variazione positiva di 700 milioni di euro rispetto all’esercizio precedente. FCA (-2,08% a 15,47 euro) ha tirato il freno nonostante abbia registrato a febbraio una crescita delle immatricolazioni in Europa dell’11,2% a quota 66.133 autovetture, meglio del mercato che è salito del 7%.

Martedì, 17 Marzo, 2015