Il Ftse Mib ha chiuso a -2,10%, il Ftse Italia All-Share a -1,97%, il Ftse Italia Mid Cap a -1,40%, il Ftse Italia Star a -1,35%.

Il Ftse Mib ha chiuso a -2,10%, il Ftse Italia All-Share a -1,97%, il Ftse Italia Mid Cap a -1,40%, il Ftse Italia Star a -1,35%.

Seduta difficile per i bancari a Milano a causa della risalita dello spread in area 250 bp. L'indice Ftse Italia Banche ha ceduto il 3,4% contro il -1,4% dell'EURO STOXX Banks. Molto deboli Unicredit (-3,5%), Mediobanca (-3,4%), Intesa Sanpaolo (-3,3%). In ribasso anche BP Milano (-2,8%) nonostante il buon avvio di seduta: Reuters riporta alcune voci di mercato secondo le quali le ipotesi di aggregazione di BP Milano con un'altra popolare sono prive di fondamento, almeno fino a quando all'interno della banca meneghina non sarà risolta la questione della governance. Il Sole 24 Ore nel fine settimana ha scritto che BP Milano sta valutando l'aggregazione con un'altra popolare dopo alcune richieste informali da parte di Banco Popolare (-4,2%), UBI Banca (-3,8%) e BP Emilia Romagna (-4,6%). Domani BP Milano comunicherà i dati del primo semestre. A breve sono attesi i dati semestrali di UBI Banca.

In rosso Banca MPS (-3,4%): Milano Finanza scrive che la decisione della Commissione UE sul via libera al piano industriale di Banca MPS (e di conseguenza ai Monti Bond necessari a salvare l'istituto senese) potrebbe arrivare entro le prossime due settimane. Bruxelles ha chiesto corpose revisioni al piano. MPS dopo le recenti indiscrezioni ha precisato che il nuovo management è estraneo ai procedimenti.

Peggior performance tra le blue chip per Mediaset (-6,3%) che soffre per le incertezze del quadro politico: si fa infatti meno improbabile l'ipotesi di caduta del governo Letta. Il titolo annulla il rimbalzo visto nella seconda metà della scorsa ottava e piomba sotto il supporto a 3,20 euro circa, operazione che determina il completamento del doppio massimo in formazione da metà luglio, con obiettivo in area 2,90.

Avvio di ottava molto negativo per Gtech (-4,7%) a causa delle indiscrezioni di stampa secondo le quali il Governo potrebbe aumentare le tasse sui giochi per cancellare l'IMU.

Finmeccanica (-3,9%) torna a puntare verso il basso e si riavvicina al minimo della scorsa settimana a 3,84 euro. Al di sotto di questo ultimo livello i prezzi punterebbero verso 3,75 in prima battuta e quindi sul minimo di metà luglio a 3,60. Gli operatori probabilmente temono che in caso di crisi di governo il già faticoso processo di vendita di asset per ridurre il debito possa subire un rallentamento. Giovedì scorso il titolo aveva guadagnato nettamente terreno su indiscrezioni di stampa in base alle quali Doosan Heavy avrebbe intenzione di acquistare Ansaldo Energia finanziando parte dell'operazione mediante l'emissione di 500 milioni di dollari in certificati di deposito globali a Singapore e Londra.

In rosso Fiat Industrial (-1,7%). Sergio Marchionne, presidente di Fiat Industrial e Cnh, ha annunciato che dopo la fusione delle due società in Cnh Industrial, Richard Tobin (attuale d.g. di Fiat Industrial e a.d. di Cnh) diventerà a.d. della newco. Stamattina Fiat Industrial ha annunciato le dimissioni del direttore finanziario Pablo Di Si e la nomina al suo posto di Massimiliano Chiara.

In controtendenza Saras (+1,7%). Il riassetto del settore raffinazione di Saras, conferito interamente alla controllata Sarlux, è stato effettuato sulla base di una nuova perizia che ha comportato un rivalutazione da 354 milioni di euro. Il Sole 24 Ore nel fine settimana ha ipotizzato che detta riserva possa essere utilizzata in futuro per coprire perdite o per distribuire un dividendo straordinario.

(Simone Ferradini)

Lunedì, 26 Agosto, 2013