Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso dopo che la Grecia che ha deciso di rimandare al 30 giugno il pagamento dei prestiti al Fmi in scadenza oggi e nei prossimi giorni, nel tentativo di guadagnare tempo per trovare un accordo con i suoi creditori internazionali sulle riforme da implementare nel Paese in cambio della tranche di aiuti da 7,2 miliardi di euro. La decisione dimostra quanto precarie siano le condizioni finanziarie della Grecia e quanto ferme siano ancora le trattative. Forti vendite non solo sull’azionario, ma anche grande volatilità sull’obbligazionario. Negli Stati Uniti la disoccupazione è tornata al 5,5%, mentre le non farm payrolls si sono attestate a 280 mila unità, ben oltre le attese degli analisti creando maggiori aspettative per un rialzo dei tassi. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto il 2,09% a 22.847 punti.

Vendite sostenute sui titoli del comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto il 3,31% a 0,919 euro, Intesa SanPaolo il 2,66% a 3,212 euro, Mediobanca il 3,48% a 9,13 euro, Ubi Banca il 3,53% a 7,225 euro, Unicredit il 2,69% a 6,325 euro. Male il Montepaschi (-3,30% a 1,782 euro) con i diritti che hanno mostrato un tonfo del 9,01% a 5,35 euro. Tra i peggiori di seduta anche due big di Piazza Affari: Mediaset ha lasciato sul parterre il 4,46% a 4,236 euro, mentre Finmeccanica è arretrata del 3,11% a 11,83 euro. Mini rimbalzo di Saipem (+0,48% a 10,30 euro) dopo il tonfo della vigilia in scia all’emergere dell’ipotesi del ricorso a un aumento di capitale. La controllante Eni ha invece chiuso con un ribasso dello 0,93% a 15,83 euro. Telecom Italia (-2,71% a 1,147 euro) ancora sotto i riflettori dopo che la controllata Inwit ha ottenuto ieri dalla Consob l’approvazione del prospetto informativo relativo all’offerta pubblica di vendita e all’ammissione a quotazione sul Mercato Telematico Azionario delle proprie azioni ordinarie.

Venerdì, 05 Giugno, 2015