Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso con l’indice Ftse Mib che ha perso la soglia dei 23.000 punti. A pesare è stato il crollo della Borsa di Shanghai, dove l’indice Composite ha mostrato un tonfo (il peggiore da febbraio 2007) dell’8,5% dopo il deludente dato sui profitti industriali cinesi di giugno. Dato che alimenta i timori di un rallentamento dell’economia di Pechino. I mercati hanno invece snobbato l’Ifo tedesco che a luglio è salito a 108 punti battendo le attese degli analisti. Un altro fattore destabilizzante è stata l’ulteriore discesa delle materie prime: l’indice Bloomberg Commodity ha aggiornato i minimi dal 2002. A New York il petrolio Wti tratta sotto 47,50 dollari, mentre l’oro ha tentato un mini rimbalzo pur rimanendo ai minimi dal 2010. In questo quadro a Piazza Affari, che ha aumentato le perdite dopo l’avvio negativo di Wall Street, l’indice Ftse Mib ha ceduto il 2,97% a 22.809 punti.

Forti le vendite sui titoli del comparto bancario: Montepaschi ha ceduto il 3,08% a 1,79 euro, Popolare dell’Emilia Romagna il 4,07% a 8,01 euro, Popolare di Milano il 3,32% a 0,96 euro, Intesa SanPaolo il 4,70% a 3,36 euro, Ubi Banca il 4% a 7,32 euro, Unicredit il 2,35% a 6,015 euro. In profondo rosso i titoli del risparmio gestito: Azimut ha chiuso con un tonfo del 6,51% a 21,95 euro, mentre Mediolanum ha perso il 4,96% a 7,185 euro in scia alla bocciatura a neutral da accumulate arrivata questa mattina dagli analisti di Banca Akros. Male anche il comparto del lusso, con le vendite che hanno colpito in particolare Ferragamo (-4,17% a 27,07 euro) e Moncler (-4,47% a 16,85 euro). Attesa per i conti di Luxottica (-2,14% a 64 euro) che verranno svelati a mercato chiuso. Pesante FCA (-6,94% a 13 euro) dopo che FCA Us ha fatto sapere di aver concordato con la National Highway Traffic Safety Administration una sorta di patteggiamento che risolve l’inchiesta sulle 23 campagne di richiamo di auto.

Lunedì, 27 Luglio, 2015