Nuova giornata turbolenta per le Borse mondiali con ancora una volta la Cina a innescare la miccia delle vendite. La banca centrale cinese ha nuovamente svalutato lo yuan di ben mezzo punto percentuale (l'entità maggiore dallo scorso agosto). Nel pomeriggio la Cina ha annunciato la sospensione del Circuit Breaker, la norma è entrata in vigore a inizio 2016 che prevede la sospensione delle contrattazioni per tutta la seduta per variazioni di un indice cinese di oltre il 7% (come già avvenuto il 4 gennaio e oggi).
L'indice Ftse Mib ha chiuso in calo dell’1,14% a quota 20.189 punti dopo aver toccato in avvio un minimo a 19.631 punti. Recupero avvenuto soprattutto nelle ultime due ore di contrattazioni in virtù anche della tenuta di Wall Street dopo in avvio difficile.
Sulle montagne russe i testimonial del lusso. Prima tra i più penalizzati dai segnali preoccupanti in arrivo dalla Cina e poi protagonisti di un corposo rimbalzo. In chiusura Salvatore Ferragamo ha segnato un progresso del 2,53%, +0,49% per Moncler e +1,95% per Yoox Pret a Porter. Tra i titoli che sono riusciti a limitare i danni spicca Snam (+0,08%) su cui Goldman Sachs ha alzato il rating a neutral dal precedente sell.
Sul parterre milanese hanno pagato dazio i titoli oil (-2,84% Tenaris e -1,76% Saipem) che hanno però recuperato dai minimi in scia al tentativo di risalita del petrolio che nella prima parte di giornata aveva toccato i minimi a 12 anni. Tra i bancari segna il passo Mps (-3,28% a 1,06 euro) sui nuovi minimi storici. Tra le big si segnala la discesa ai minimi dall’ottobre 2013 per Unicredit (-2,53%).

Giovedì, 07 Gennaio, 2016