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Italia: Taddei (Pd), bad bank entro settembre. I nodi da sciogliere però non mancano

Giovedì, 04 Giugno, 2015

Il responsabile economia e lavoro del Pd, Filippo Taddei, ha dato manforte ai piani del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan,* *che punta da tempo alla creazione di una *bad bank italiana *per rilanciare il finanziamento alle imprese italiane e deve gestire il dossier anche alla luce delle possibili obiezioni Ue.

Per Taddei sarebbe da folli ignorare una montagna di sofferenze da quasi 200 miliardi di euro (e i crediti deteriorati complessivi superano abbondantemente i 300 mld): rischia di soffocare la ripresa. La scadenza di settembre per l'attivazione del progetto sembra quindi una buona prospettiva.

Certo il problema del credito alle imprese, come ricordava di recente il numero uno della Banca d'Italia Ignazio Visco (altro sponsor dell'iniziativa) va affrontato a 360 gradi: ci sono procedure inefficienti e un'amministrazione pubblica inadeguata, i ritardi della giustizia e persino la carenza della formazione che penalizzano tutto il sistema.

Ma il tema di una montagna di non performing loan che frena l'Italia è ormai nel dibattito internazionale. Lo stesso *Fmi *consiglia al governo di procedere con la bad bank e l'agenzia di rating *Fitch *ha ricordato le differenze dal caso del Sareb spagnolo (lì i crediti deteriorati erano garantiti da immobili, qui sono spesso prestiti alle imprese).

I nodi da sciogliere restano numerosi. Per esempio i crediti deteriorati dovranno essere svalutati prima della cessione alla bad bank, costringendo le piccole banche spesso a svalutazioni pesanti o anche insostenibili, o dopo dalla bad bank, appesantendo il bilancio pubblico italiano già gravato da forti debiti?

Bisognerà poi definire la prevista partecipazione dei privati e le caratteristiche (e i costi) delle garanzie pubbliche sulla bad bank, oltre naturalmente ai citati problemi europei.

Giovedì, 04 Giugno, 2015
 

 

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