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Il punto su Platino e palladio

Martedì, 24 Marzo, 2015

Nonostante il calo del 2.5% dall'inizio dell'anno, il comparto dei metalli preziosi ha registrato la miglior performance fra le materie prime fino a questo momento. Contrariamente alle nostre attese, invece, i Platinum Group Metals (PGM) hanno rallentato: il platino è diminuito di quasi l'8%, il palladio ha registrato una flessione del 2.5% nello stesso periodo.

Il forte apprezzamento del dollaro americano contro le maggiori valute, in particolare l'euro, non ha comportato effetti positivi per i prezzi delle commodities, che tendono ad essere correlati negativamente con la moneta americana.

In seguito ci aspettiamo una ripresa dei prezzi dei PGM, sostenuta dal miglioramento del sentiment e dal ritorno degli investitori verso i suddetti fondamentali.

L’ampio utilizzo del platino e del palladio nelle marmitte catalitiche dei veicoli rende la loro domanda particolarmente sensibile alle condizioni economiche, industriali e di mercato a livello globale. Il timore di un’uscita della Grecia dall’Eurozona, il più grande consumatore di platino per la fabbricazione di marmitte catalitiche, insieme alle attese di un rialzo della produzione, hanno determinato un calo dell’8% nel prezzo del platino dall’inizio dell’anno. Nello stesso periodo, anche il palladio ha registrato una perdita, attribuibile alla forza del dollaro americano e al sentiment negativo nei confronti delle materie prime, che hanno pesato sul prezzo del metallo.

I più grandi giacimenti di platino e palladio al mondo si trovano in Sud Africa, principalmente nel Bushveld Igneous Complex. Il Paese è altresì noto per l’elevato livello di attivismo dei lavoratori e di intervento del governo nell’industria mineraria: questi due fattori hanno inciso notevolmente sulla produzione, e i cinque mesi di sciopero del 2014 hanno ulteriormente confermato la questione.

Martedì, 24 Marzo, 2015
 

 

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