Nonostante le tensioni in arrivo da Atene, chiusura di seduta in lieve territorio positivo per i listini del vecchio continente. Parigi e Londra hanno terminato in rialzo dello 0,1 e dello 0,15 per cento fermandosi rispettivamente a 5.192,64 e 7.062,93 punti mentre l’indice spagnolo, l’Ibex, è salito dello 0,33% a 11.422,3. Chiude la carrellata il Dax, in aumento dello 0,4% a 11.939,58 punti.

A livello di singole performance spicca il +3,91% di ARM Holdings nel giorno della pubblicazione della trimestrale e il rosso di due punti percentuali del Credit Suisse (-2,05%) che, nonostante utili in crescita del 23%, ha pagato pegno alle indiscrezioni relative l’aumento di capitale.

Indicazioni contrastanti quelle arrivate dai dati macro: sotto le stime l’indice Zew relativo la Germania, passato da 54,8 a 53,3 punti, ma meglio del previsto il dato su Eurolandia, in aumento da 62,4 a 64,8 punti.

“L’attuale settimana dei mercati finanziari, dal punto di vista dei market mover, difetta di un vero propulsore in grado di spingere i mercati verso forti strappi e condurre perciò ai famosi breakout della volatilità forieri di direzionalità”, commenta Davide Marone, analista valutario DailyFX (FXCM).

Martedì, 21 Aprile, 2015